Bocche cucite al diciassettesimo piano della Torre A del Palazzo di Giustizia di Napoli, dove ci sono gli uffici della prima sezione civile che da venerdì scorso, 19 giugno, era stata chiamata a decidere del ricorso contro la legge Severino da parte di Luigi de Magistris. La sentenza, attesa in questi giorni, doveva essere emessa dal presidente Umberto Antico, giudice ordinario competente dopo la decisione della Cassazione di attribuirgli la competenza e non fermarsi, dunque, a quella espressa dal Tar.
Per evitare qualunque problema con i cronisti in fremente attesa, il presidente del Tribunale, Ettore Ferrara, ha scelto oggi di diramare una nota. Poche righe per comunicare, “atteso l’evidente rilievo mediatico”, la decisione del collegio presieduto da Antico e consentire, nella sostanza, a de Magistris di restare nel pieno esercizio delle funzioni fino alla decisione della Consulta “sulla già sollevata questione di legittimità costituzionale, rimettendo le parti per il merito all’udienza del 23 ottobre prossimo”.
Il primo cittadino di Napoli era stato sospeso per applicazione della Legge Severrino in seguito alla condanna in primo grado per abuso di ufficio relativa al caso Why Not, quando era magistrato.
I giudici si suono sentiti, evidentemente, sotto pressione, visto che il provvedimento del Tar sarebbe rimasto in vigore fino a domenica prossima.



























