Nella futura grande Europa a 27 paesi il salario minimo legale a gennaio 2003 variava tra i 56 euro mensili della Bulgaria e 1.369 euro mensili del Lussemburgo.
L’enorme divario emerge dai dati resi noti, oggi a Bruxelles, dall’Ufficio statistico dell’Ue.
Eurostat ha messo infatti a confronto i salari minimi nazionali in nove dei Quindici stati membri in cui esiste (Belgio, Grecia, Spagna, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Regno Unito) e in 12 dei 13 paesi candidati (Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Malta, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Bulgaria, Romania e Turchia).
Tra gli attuali Quindici non viene citata l’Italia in quanto, hanno sottolineato esperti comunitari, non esiste un salario minimo nazionale ma esistono salari minimi per categorie lavorative.
Più in particolare, al primo gennaio 2003, il salario minimo mensile nell’Ue a Quindici si situava tra 416 e 605 euro in Portogallo, Grecia e Spagna, mentre era superiore a 1.000 euro in Irlanda, Regno Unito, Francia, Belgio, Olanda e Lussemburgo.
A confronto, negli Usa il salario minimo federale è di 877 euro, anche se un certo numero stati lo hanno fissato ad un livello più elevato.
Nei paesi in corsa per entrare dal 2004 nell’Ue e in quelli candidati, le conclusioni dell’indagine di Eurostat mettono in evidenza che al primo gennaio 2003 solo Slovenia e Malta registravano un salario minimo che si avvicinava a quello rispettivamente, di Portogallo e Spagna. Era cioè di 451 mensili per la Slovenia e di 535 per Malta.
Nei restanti dieci paesi candidati, il salario minimo mensile variava dai 56 euro della Bulgaria ai 212 euro dell’Ungheria.
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