Si profila una vendita “a pezzi” per il gruppo Realco, società cooperativa della grande distribuzione organizzata proprietaria dei marchi Sigma, Ecu ed Economy. Nell’asta svoltasi mercoledì 10 giugno, presso il Tribunale di Bologna nell’ambito della procedura concordataria, soltanto uno dei cinque lotti messi in vendita ha ricevuto offerte. Sono infatti andati deserti i lotti da 1 a 4, compreso quello che prevedeva la cessione dell’intero complesso aziendale, mentre per il lotto 5 è stata presentata un’unica offerta congiunta di acquisto. Un esito che alimenta le preoccupazioni sul futuro del gruppo e sui livelli occupazionali. Intanto, nelle ultime ore, è arrivata la convocazione del tavolo di salvaguardia presso la Regione Emilia-Romagna, fissato per il 17 giugno alle ore 16.
Il gruppo Realco è coinvolto in un percorso concordatario in via prenotativa avviato a seguito della grave situazione economico-finanziaria che ha investito l’azienda. La procedura di vendita prevedeva la cessione dell’intero perimetro aziendale attraverso un’asta senza incanto articolata in cinque lotti. Le offerte dovevano essere depositate in busta chiusa entro le ore 12 del 9 giugno.
Il lotto più rilevante era il numero 1, posto in vendita con una base d’asta di 40 milioni di euro. Rappresentava infatti il cuore del gruppo e comprendeva l’intero perimetro aziendale: 49 punti vendita, la struttura logistica di Reggio Emilia e Mamiano (Parma), la sede centrale di via Pertini, il ramo Cash & Carry e 15 immobili di proprietà. I lotti 2 e 3, con basi d’asta rispettivamente di 24 e 18 milioni di euro, prevedevano offerte su 17 punti vendita ciascuno, comprensive del Centro distributivo e della struttura centralizzata. Il lotto 4, con una base di 15 milioni di euro, riguardava invece l’asset logistico-distributivo e l’immobile della sede di Reggio Emilia. Il lotto 5, infine, comprendeva nove punti vendita e quattro immobili del gruppo per una base d’asta di 22 milioni di euro.
Dall’udienza è emerso che i lotti da 1 a 4 sono andati deserti. Per il lotto 5 è invece stata presentata un’unica offerta congiunta da parte di Nordovest Insieme Srl e Supermercati San Giorgio Srl – entrambe società afferenti al Gruppo Conad -, con quote rispettivamente pari al 27% e al 73%, secondo una modalità di partecipazione espressamente prevista dal bando di vendita.
Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, l’esito dell’asta rappresenta un passaggio particolarmente delicato. La mancanza di offerte per i lotti che comprendevano il Centro distributivo, gli immobili e la parte più consistente della rete commerciale lascia infatti aperto un quadro di forte incertezza sulle prospettive future del gruppo.
Secondo le organizzazioni sindacali, il fatto che nessun soggetto abbia presentato offerte per il lotto 1, quello che avrebbe consentito l’acquisizione dell’intero complesso aziendale, è un elemento particolarmente significativo.
L’assenza di interesse per il perimetro complessivo dell’azienda rende infatti più concreto lo scenario di una cessione frammentata degli asset, con conseguenze ancora tutte da valutare sul piano industriale e occupazionale.
Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dalla scadenza del 12 giugno per la presentazione del piano concordatario, che contribuirà a delineare il quadro delle possibili soluzioni per il futuro dell’impresa e delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Resta inoltre da comprendere quali saranno le determinazioni del Tribunale e degli organi competenti rispetto alle prossime fasi della procedura. Tra le ipotesi sul tavolo vi è anche quella di nuovi esperimenti d’asta con condizioni economiche più favorevoli rispetto a quelle previste finora, nel tentativo di attrarre ulteriori manifestazioni di interesse sugli asset rimasti senza offerte.
In questo contesto, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs esprimono una crescente preoccupazione per le prospettive occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo. «L’assenza di offerte per i principali lotti aziendali alimenta il timore che possano aprirsi scenari caratterizzati da pesanti ricadute occupazionali, con conseguenze significative sul piano sociale e territoriale», sottolineano le organizzazioni sindacali.
I sindacati evidenziano inoltre la necessità che, in ogni eventuale percorso di cessione dei punti vendita o di trasferimento di rami d’azienda, vengano garantite la piena continuità occupazionale e la salvaguardia delle condizioni contrattuali, normative ed economiche di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori coinvolti dai cambi di proprietà.
Proprio alla luce dell’esito dell’asta, le organizzazioni sindacali hanno chiesto la riconvocazione del tavolo di salvaguardia presso la Regione Emilia-Romagna. La convocazione è arrivata nelle ultime ore: l’incontro è stato fissato per il prossimo 17 giugno alle ore 16 e vedrà la partecipazione delle istituzioni e dei soggetti coinvolti nella vertenza, con l’obiettivo di individuare ogni soluzione utile alla tutela dell’occupazione e alla difesa del patrimonio professionale rappresentato dai dipendenti del gruppo Realco.
Elettra Raffaela Melucci


























