Sei impiegate dei grandi magazzini Wal-Mart hanno denunciato l’ azienda per comportamento discriminatorio nei riguardi dei colleghi maschi, chiedendo i danni per aver percepito stipendi inferiori ed essere state inoltre costrette, in concomitanza con riunioni di affari, a frequentare locali dove si svolgevano spettacoli di strip-tease.
L’ esposto è stato presentato a nome di tutta la categoria delle lavoratrici donne negli Usa e, qualora venisse accolto dal giudice, risulterebbe la maggiore azione legale negli Stati Uniti collegata alla discriminazione sessuale nell’ ambito del lavoro. L’ azienda – ha sottolineato uno degli avvocati che difende le lavoratrici – rischia di pagare danni per miliardi di dollari.
Wal-Mart ha replicato sostenendo di non aver messo in atto comportamenti discriminatori e che le contestazioni riguardano, eventualmente, casi isolati.
Nella denuncia contro l’ azienda sono presenti le dichiarazioni di 110 impiegate che sostengono di essere state pagate meno dei colleghi maschi e di essersi viste negate promozioni attese, che sono invece andate a beneficio di candidati uomini.
Secondo la perizia di un consulente del lavoro acclusa alla denuncia, le manager di Wal-Mart hanno guadagnato nel 2001 89.280 dollari, ovvero 16.402 dollari in meno dei colleghi maschi. Per quanto riguarda le addette alla cassa, hanno totalizzato 13.831 dollari, 694 dollari in meno rispetto agli uomini.
Mona Williams, portavoce di Wal-Mart, ha osservato che “nove volte su dieci uomini e donne sono pagati uguali” e che l’ esposto presentato riguarda “una piccola percentuale, certamente non rappresentativa, delle lavoratrici”.
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