La Cisl e la Cgil della Lombardia hanno organizzato per il primo pomeriggio di sabato 24 ottobre una marcia del lavoro, per avanzare delle proposte per l’occupazione e il welfare. La Uil regionale non parteciperà, si è dissociata per protesta. Walter Galbusera, segretario generale della Uil di Milano e della Lombardia spiega i motivi di questa strana situazione.
Galbusera, perché la Uil non partecipa alla marcia del lavoro?
Perché non è stato possibile concordare una piattaforma comune.
E’ stato così difficile?
Più del previsto. Noi pensavamo che i temi dei rinnovi contrattuali non potessero essere dimenticati.
E invece?
E invece Cisl e Cgil non hanno voluto inserire tra gli obiettivi della manifestazione anche i prossimi contratti, hanno pensato che non era il caso di pensare anche a questo.
Era un argomento difficile da trattare?
Non è un mistero che le tre confederazioni non hanno la stessa strategia per la stagione contrattuale. E la Cgil e la Cisl lombarde hanno preferito non affrontare questo argomento certamente delicato nel momento in cui si trattava di mettere a punto gli obiettivi della marcia.
Era un argomento così difficile? In fin dei conti le tre confederazioni marciano assieme per il rinnovo di tante categorie.
Si, ma quando si è discusso il tema era ancora in discussione il contratto dei metalmeccanici e in quella categoria le posizioni erano molto diverse.
Ma Cisl e Uil non hanno una strategia comune per la stagione contrattuale?
Sembra di sì, ma evidentemente in Lombardia questa identità di vedute viene vissuta in maniera diversa. So che in Veneto una situazione analoga è stata risolta con iniziative separate.
Però è un peccato che non ci sia anche la Uil.
Noi pensiamo che qualunque azione presupponga una convergenza su un minimo di analisi e proposte. In questo caso gli strumenti sembrano precedere le proposte, almeno quelle unitarie. Questa è la prima volta che vedo in un documento sindacale escluso il tema dei rinnovi contrattuali.
Ma Cgil, Cisl e Uil hanno buoni rapporti tra loro in Lombardia.
Assolutamente, e per questo ci siamo meravigliati quando non è stato possibile trovare un accordo su un tema come i rinnovi contrattuali.
E’ possibile che questo episodio abbia delle ripercussioni sui vostri rapporti?
Io credo che si sia trattato di un banale errore. Certo, ci ha colpito il fatto che non sia stato possibile far partecipare alla marcia i tre segretari generali confederali. Quando ho avanzato questa proposta ho trovato un rifiuto assoluto. E davvero non ne capisco i motivi. Un segretario generale dovrebbe sempre avere la possibilità di parlare a una manifestazione che impegna la sua organizzazione, tanto più in una regione importate come la Lombardia.
Massimo Mascini


























