Il “Piano Straordinario Nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva’’, elaborato unitariamente da Fiom, Fim e Uilm, è stato inviato oggi a Governo, Parlamento e Confindustria. Poche pagine, inviate tramite Pec a un lunghissimo indirizzario che va dalla presidente del Consiglio ai presidenti di tutti i gruppi parlamentari, alle sei regioni interessate (Puglia, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Campania), ai sindaci di Genova, Taranto e Novi Ligure, fino alla Confindustria e a un piccolo gruppo di deputati e senatori: Matteo Renzi, Carlo Calenda, Luca Pirondini, Gabriele Cicerchia, e la segretaria del Pd Elly Schlein. A tutti indirizzato ‘’per vostra opportuna conoscenza’’.
Nel testo, che porta la data del 31 luglio scorso, e che era già noto da quella data, i metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil fanno il punto della situazione dell’Ex Ilva e forniscono alcune indicazioni essenziali per la salvezza del gruppo, specificando in premessa che lo stesso testo è stato anche discusso il 4 agosto, al tavolo convocato al Mimit. Tavolo che, come è noto, non ha minimamente tranquillizzato i rappresentanti dei lavoratori, i quali, tra l’altro, hanno anche lamentato l’assenza del ministro Urso alla riunione, avvisando che restano appena 80 giorni per evitare la chiusura definitiva dell’Ex Ilva. L’invio a tappeto del documento mette ora al corrente anche i più distratti.


























