Cresce il lavoro part-time nelle imprese europee. E’ quanto emerge da uno studio a cura della Fondazione di Dublino, che ha analizzato lo scenario in 21 Paesi concentrandosi sull’influenza delle politiche pubbliche sulla flessibilità nel mercato del lavoro. Nella Ue-25 sono part-time il 18% dei lavoratori, di cui un terzo di sesso femminile, ma il dato cresce ulteriormente considerando quelli che inseriscono un periodo part-time in una carriera lavorativa a tempo pieno. Quasi due stabilimenti su tre, pari al 64% del totale, hanno un lavoratore part-time ogni 10. L’indagine rivela una situazione differenziata nei diversi Stati: in Olanda il fenomeno è presente in oltre il 90% delle aziende, in Svezia, Germania e Gran Bretagna nel 70%, in Spagna, Slovenia e Cipro il dato non supera il 40% e scende ulteriormente in Grecia e Portogallo. Questa varietà è dovuta a “differenti linee di politica nazionale”, spiega lo studio, ovvero alcuni Governi favoriscono lo sviluppo del part-time mentre altri preferiscono incentivare l’impiego a tempo pieno. (Edn)
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