Centinaia di cantieri sono rimasti fermi oggi in tutta la Svizzera a causa dello sciopero nazionale indetto dai sindacati Syna e SEI in favore del prepensionamento a partire dai 60 anni nel settore della costruzione.
La partecipazione è stata imponente: almeno 15.500 persone hanno aderito all’azione, contro le 10.000 previste, dicono i sindacati. La mobilitazione è stata scarsa, ribatte invece il padronato. Numerose le manifestazioni organizzate in diverse città fra cui Bellinzona.
Le azioni, che si sono concentrate sui grandi cantieri di importanza strategica, sono durate tutto il giorno e sono state accompagnate da diverse manifestazioni organizzate dal Sindacato edilizia ed industria e dal sindacato interprofessionale cristiano- sociale Syna. A Bellinzona i dimostranti erano, secondo i sindacati, oltre 4.000. “Queste azioni sono un successo totale, le nostre attese sono state largamente superate”, ha dichiarato il presidente del SEI Vasco Pedrina: si tratta del più grande sciopero degli ultimi 55 anni in Svizzera.
Lo sciopero odierno non interessa solamente il settore della costruzione: è in gioco il clima sociale svizzero nel suo insieme, ha detto dal canto suo durante una manifestazione a Buchs (SG) Paul Rechsteiner, presidente dell’Unione sindacale svizzera (USS). “È uno scandalo che gli impresari non rispettino un contratto collettivo di lavoro firmato dalle parti sociali”, ha dichiarato il consigliere nazionale socialista. “È grave perchè due operai su cinque attivi nel settore della costruzione non raggiungono attualmente l’età del pensionamento in buona salute”.
Secondo la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC), la partecipazione all’agitazione è stata invece debole: gli operai preferiscono negoziare. Il presidente della SSIC Heinz Pletscher ammette tuttavia che circa cento cantieri sono stati bloccati in Svizzera. Molti impresari hanno mandato a casa i dipendenti, dando loro libero o indicando che il lavoro sarà recuperato più tardi, ha precisato la SSIC.
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