Il governatore della Banca centrale messicana, Guilermo Ortiz, ha detto che le previsioni di crescita per il 2003 sono scese dal 4% al 3% e quelle per l’anno in corso dall’1,8 all’1,3%, “a causa della congiuntura economica internazionale”.
Ortiz ha sottolineato che la riduzione di un punto percentuale della previsione di crescita per il 2003 avrà forti ripercussioni sull’occupazione. “La debolezza dell’economia aggraverà i problemi strutturali della finanza pubblica nazionale”, ha detto Ortiz, secondo il quale “nei prossimi anni il Messico dovrà far fronte ad una minore domanda e pertanto dovrà scovare meccanismi per far ripartire il dinamismo della produzione”.
Il governatore ha inoltre rivolto una velata critica al ministro delle Finanze, Francisco Gil Diaz, definendo “preoccupante” la bassa riscossione delle imposte, che rappresentano appena il 12 per cento del Pil, e l’elevata evasione fiscale, “che raggiunge il 50%”.
Ortiz ha aggiunto che per l’America Latina “non è esagerato dire che sta vivendo uno dei periodi più complicati dell’ultimo decennio”, aggravato principalmente “dalla situazione dell’Argentina e da un calo di oltre il 50% degli investimenti nella regione rispetto al 2001”.
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