Tempi duri per i dipendenti delle banche europee. Colpiti dal rallentamento dell’economia gli istituti di credito si avviano a tagliare complessivamente entro fine anno oltre 38.000 posti.
Proprio oggi la tedesca Hypovereinsbank e la svedese Seb hanno annunciato una riduzione di circa 4.000 posti: 2.200 per quel che riguarda la prima (che porta così a 9.200 le unità nel corso dell’anno) e 1.800 per quel che riguarda la seconda, entrambe frenate sul mercato da una consistente flessione dei profitti nel terzo trimestre del 2001.
Le decurtazioni del personale decise dai due istituti vanno a ingrossare le fila di provvedimenti tratteggiati da tutte le principali banche del Vecchio Continente: dall’elvetica Credit Suisse alla olandese Abn Amro, alla francese Credit Lyonnais, tutte frastornate dall’andamento negativo dell’economia, acuito dai tragici avvenimenti dello scorso 11 settembre.
In questo quadro, anche il primo istituto di credito europeo, la tedesca Deutsche Bank ha varato un piano di ‘austerity’, comprensivo di una riduzione dell’organico pari a 2.600 unità.
Tornando a Hypovereinsbank e Seb, protagoniste dell’annuncio di oggi, la prima è alle prese con una eccessiva espansione in Austria e Polonia e con la titolarità di troppe filiali in Germania (un terzo di queste verrà chiuso), la seconda con un piano di rilancio che prevede il recupero di 2,5 miliardi di corone svedesi all’anno a partire dal 2003 (anche grazie al taglio dei 1.800 posti di lavoro).
Sull’istituto svedese, inoltre, pesa anche la fallita fusione con la connazionale Swedbank: un affare da 5,2 miliardi di dollari.
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