Maurizio Gardini, presidente dell’Alleanza cooperative italiane, definisce la riforma del Terzo “un passo storico, una opportunità di sviluppo e di regolamentazione di un comparto fondamentale negli assetti sociali ed economici del paese. Era un mondo che necessitava di filtri e controlli per i troppi limbi e le aree grigie non monitorate”.
Nel corso del dibattito dedicato alla questione, Gardini ha ribadito che “la riforma ha il grande merito di disciplinare un settore che ha davanti a sé praterie di crescita e di mercato, perché in tutti gli ambiti del welfare c’è grande richiesta di servizi”.
Inoltre “può rappresentare un passaggio storicamente rilevante anche sotto il profilo delle opportunità di sviluppo” creando anche condizioni occupazionali per i giovani.
In virtù di ciò, particolare importanza va data ai decreti attuativi. “Tra questi – evidenzia Gardini – assumono importanza cruciale sia le linee guida ministeriali in tema di coinvolgimento dei lavoratori e degli utenti, sia i decreti attuativi del sistema di vigilanza dell’impresa sociale”.
“Dunque, bene la riforma purché possa essere declinata al meglio e senza finte imprese o imprenditori sociali che si infiltrino nel mercato come moneta cattiva che scaccia la buona o peggio come un cavallo di Troia”.
“È necessario – conclude il presidente – calibrare bene il taglio della revisione relativa alla qualifica di impresa sociale, ci riferiamo a quelle non cooperative, così come vanno monitorati il reale coinvolgimento dei lavoratori, come previsto dalla normativa, e l’utilizzo effettivo dei volontari.
E. M.





























