“Nello specifico le organizzazioni sindacali hanno sollecitato l’incontro in sede ministeriale per avere spiegazioni rispetto al blocco delle forniture riferite nello specifico a 201 VBM, che rappresentano il 60% della capacità produttiva, con un impatto significativo sui livelli occupazionali degli stabilimenti di Bolzano, Vittorio Veneto e Piacenza dove attualmente sono occupati oltre 850 lavoratori e un indotto stimabile intorno 600”. Lo dichiara in una nota Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl.
“La situazione che si sta determinando è particolarmente difficile, visto che la crisi si sta trascinando da 3 anni e gli ammortizzatori a disposizione sono in fase di esaurimento nel corso del 2019. In particolare, i tempi di attraversamento della produzione del modello VBM dal momento del lancio, al suo completamento, sono pari a 14 mesi, questo comporta che anche uno sblocco in tempi brevi comporterebbe un esaurimento dell’uso di ammortizzatori solo dopo oltre 12 mesi.
“Da parte del Ministero dello Sviluppo Economico ci è stato assicurato che tra Mise e Ministero della Difesa c’è l’accordo politico e non c’è uno stop dell’investimento, quindi non viene cambiato nulla. Le quantità vengono confermate, anche se si andrà verso una sua rimodulazione tecnica in fase di definizione del decreto prima della sua approvazione. La convenzione tra i due ministeri avverrà in tempi brevi, già nei primi due mesi del 2019”.
“Riteniamo positivo – conclude Uliano – l’incontro visti gli impegni presi dal Governo italiano. Da parte nostra verificheremo e vigileremo il completarsi dell’iter di approvazione del decreto e soprattutto che la rimodulazione non abbia impatti negativi sull’occupazione. È chiaro, che se tutto questo non dovesse concretizzarsi entro i primi mesi del 2019, saremo costretti a mettere in campo iniziative di protesta”.
Per Michele De Palma della Fiom-Cgil nazionale, Fabio Parrichini segretario Fiom Bolzano e Antonio Briamonte delegato Fiom Cnhi Bolzano l’incontro è stato utile, anche se permangono, ancora, alcuni punti da chiarire.
“La direzione aziendale – spiegano i tre sindacalisti in una nota congiunta – ha chiarito in apertura dei lavori che l’impatto negativo sulla commessa in sospeso di VBM 8 X 8 “Freccia” potrebbe avere ricadute ulteriormente negative, visto che l’utilizzo della cassa integrazione è già in corso da tre anni a Bolzano, per 750 lavoratori”.
“Cnhi ha chiarito che l’eventuale mancanza di realizzazione della commessa sui “Freccia” potrebbe mettere a rischio non solo i dipendenti ma anche quelli che lavorano nella filiera, vista l’alta specializzazione. Alta specializzazione in particolare nella saldatura di acciaio balistico necessaria alla produzione. L’eventuale sblocco della commessa prevedrebbe la totale rioccupazione solo a ciclo produttivo nel 2020”.
“La Fiom ha chiesto chiarimenti al Ministero sull’iter interministeriale (Finanze, Difesa e Economia) che si sarebbe arenato proprio al Mise: è necessaria quindi la conferma e le tempistiche di partenza per la messa in produzione della commessa e l’allineamento agli ammortizzatori sociali. Sono necessarie certezze anche per le aziende della filiera che altrimenti rischierebbero la chiusura. Il Mise ha dichiarato in conclusione dell’incontro che è in corso “solo” una rimodulazione con il Ministero della Difesa delle tempistiche della commessa ma non la quantità. Al massimo entro marzo, ma lavoreranno per realizzarlo prima, grazie alla convenzione tra i Ministeri che sarà realizzata a breve secondo il vicecapo di gabinetto Sorial. Inoltre, ha dichiarato che il Ministero dello Sviluppo Economico insieme a quelli della Difesa e dell’Interno stanno valutando ulteriori commesse nel futuro e che lavorerà per allineare commesse e produzione”.
“Per la Fiom – concludono i tre sindacalisti- l’incontro è stato utile, ma a fronte della richiesta di fissare sin da subito un ulteriore incontro di verifica, il Mise ha risposto che non vi è la necessità.La Fiom verificherà che le dichiarazioni rilasciate dal Ministero abbiano concreta attuazione: è necessario giungere ad una conclusione rapida del problema creatosi per garantire le lavoratrici ed i lavoratori di un comparto che dipende dalle scelte politiche del Governo in carica”.
Antonio Spera, segretario generale Ugl Metalmeccanici, definisce l’incontro positivo.
“Il nuovo esecutivo conferma lo sblocco dei fondi per la produzione dei VBM Freccia, mezzi militari di altissima qualità e prestigio apprezzato in tutto il mondo, visto che per costruire uno VBM Freccia ci si impiega una settima”.
“Iveco Defence – spiega Spera – è uno stabilimento strategico non solo per il gruppo, ma anche per le eccellenze che produce per gli Usa. Occupa 750 lavoratori solamente nel sito di Bolzano, mentre la produzione dei Freccia rappresenta il 50-60% della produzione di tre stabilimenti, all’avanguardia e con altissima professionalità”.
“Siamo convinti – conclude Spera – che il governo manterrà gli impegni per le produzioni assegnate a Bolzano, per il rilancio dei tre siti e di diverse aziende dell’indotto”.
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