“Le richieste di approfondimento sulle modalità di attuazione del piano strategico non hanno trovato risposte” ha affermato la Fiom-Cgil dopo il Cae con la Fca.
“Fca – ha continuato Fiom in una nota stampa – ha chiarito che comunicherà, modello per modello, i lanci e le allocazioni produttive. La Fiom, ribadendo la preoccupazione per la situazione produttiva e occupazionale degli stabilimenti di assemblaggio di Torino, Modena e Pomigliano, a cui si aggiungono incertezze sullo stabilimento di Pratola Serra, in seguito alla progressiva dismissione dei motori diesel, ritiene indispensabile l’apertura di un confronto generale in cui venga fornita visibilità sugli investimenti previsti al fine di anticipare un’eventuale drammatizzazione legata all’esaurimento degli ammortizzatori sociali disponibili.”
“La conferma della ridefinizione della vocazione produttiva di FCA è guidata dalla realizzazione del piano finanziario ed è basata sul presupposto di produrre auto a sempre maggiore redditività, dando maggior rilevanza ai segmenti superiori degli ‘utility vehicles’ soprattutto dei marchi Jeep, Alfa Romeo e Maserati. Infatti, con la cessazione della produzione della Punto per i lavoratori dello stabilimento di Melfi, nonostante l’annuncio della partenza di motorizzazioni ibride e di potenziali nuove produzioni per i prossimi sei mesi saranno interessati da un contratto di solidarietà. Questo, a nostro parere, espone a potenziali rischi il settore progettativo italiano in particolare torinese – ha concluso il sindacato dei metalmeccanici – che è storicamente vocato ai segmenti medio piccoli.”






















