Il tavolo di trattava che si è svolto presso l’Unione Industriale di Torino ha deciso di congelare i licenziamenti prevista da Embraco fino alla fine dell’anno. Inoltre, si è trovato un accordo sugli incentivi all’esodo: chi lascerà l’azienda entro aprile otterrà 60mila euro, 50 mila chi andrà via a maggio, 35mila chi invece tra lo farà tra giugno e agosto, 30mila da settembre a dicembre.
I lavoratori della Embraco di Riva diChieri erano scesi di nuovo in sciopero questa mattina in attesa della decisione. Lo stop di 8 ore era stato deciso sui tre turni di lavoro, con un presidio di protesta alla sede dell’Amma e successivo corteo fino alla sede dell’assessorato in occasione dei due tavoli.
“Abbiamo finalmente concluso la prima parte, con la proroga della procedura di licenziamento collettivo e si avvia ora il percorso di reindustrializzazione e ricollocazione di tutti i lavoratori”. Così Lino La Mendola, della segreteria Fiom di Torino, e Ugo Bolognesi, responsabile Embraco per la Fiom, sull’intensa raggiunta oggi. “Il 9 aprile siamo convocati al Mise – aggiungono – dove ci aspettiamo che si entri nel merito dei progetti industriali e che finalmente si materializzino i potenziali investitori per capire chi sono, che cosa vogliono fare, con quali risorse economiche e quanti addetti saranno coinvolti, fermo restando la tutela dei diritti acquisiti dai lavoratori. Ci aspettiamo inoltre il rispetto degli impegni assunti nel verbale del 2 marzo da tutti i soggetti coinvolti a partire dalle istituzioni nazionali e locali e Whirlpool Embraco”.
“Il mantenimento delle attività operative fino a dicembre 2018 – conferma l’azienda in una nota – consentirà ad Embraco, alla Regione Piemonte, al Mise e a Invitalia di proseguire nella ricerca di uno o più partner per la reindustrializzazione del sito, percorso che vede il costante e profondo impegno dell’azienda. Embraco ha concordato di istituire una specifica commissione che provvederà ad aggiornare periodicamente i lavoratori e i loro rappresentanti sugli sviluppi del processo di reindustrializzazione”.


























