Il segretario generale della Fim-Cisl, Roberto Benaglia, lancia l’allarme sulla situazione italiana in materiale di trasparenza salariale, a distanza di qualche giorno dall’approvazione da parte del parlamento europeo di una nuova direttiva che introduce alcune regole sulla gestione del rapporto di lavoro tra datori e dipendenti: “La direttiva europea che recentemente ha stabilito il diritto alla trasparenza salariale è una norma moderna che non possiamo vedere applicata fra tre anni in Italia e che va estesa e irrobustita da subito con la contrattazione collettiva. Si tratta di una norma utile non solo per misurare e ridurre il divario salariale tra uomini e donne ancora troppo ampio e per collegare ogni proposta di lavoro ad un reddito certo, ma soprattutto per aumentare le tutele e il diritto alla consapevolezza per ogni lavoratore rispetto alla propria condizione salariale. In Italia abbiamo bisogno anche di superare i divari generazionali dentro le aziende che vedono i giovani sottoretribuiti a parità di ruolo ed in ogni caso di rendere trasparenti le politiche salariali nelle aziende”.
“Spesso il nostro Paese aspetta troppo tempo a recepire le direttive Ue – continua Benaglia – , ma non è tempo di attese. Come metalmeccanici ci sentiamo subito impegnati nel inserire questi principi concreti nella contrattazione aziendale e nella futura piattaforma per il rinnovo contrattuale. Oggi più del 50% dei metalmeccanici beneficiano di superminimi e aumenti individuali che superano i livelli salariali stabiliti dai contratti. Ne siamo consapevoli e favorevoli – conclude il segretario – ma chiediamo che spariscano le politiche unilaterali oscure e si affermino principi di trasparenza e di chiarezza che premino tutte le competenze dei lavoratori”.
e.m.






















