“Sfruttamento di manodopera in stato di bisogno” di 53 cinesi in 6 opifici tra Lombardia e Marche . Con l’accusa di caporalato, la procura di Milano ha avviato un’indagine sull’azienda di moda Tod’s per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti e tre suoi dirigenti Simone Bernardini, Mirko Bartoloni e Vittorio Mascioni per la piena consapevolezza delle condizioni di lavoro. Non solo, dunque, ipotesi omissive, ma la nuova contestazione riguarda anche il dolo che configura proprio il reato di caporalato. I tre dirigenti, come si apprende dagli atti delle indagini, non avrebbero tenuto “minimamente conto dei risultati” di alcune “ispezioni” e di “audit” su “15 fornitori nel 2023, 24 nel 2024, 28 nel 2025” che “davano atto di numerosi indici di sfruttamento” su orari di lavoro, paghe, norme di sicurezza e “condizioni alloggiative degradanti”.
A ottobre la Procura di Milano, con il Pm Paolo Storari che negli anni ha seguito diverse vicende analoghe, ha chiesto l’amministrazione giudiziaria per l’azienda di Diego Della Valle, non indagato, con l’accusa di omesso controllo sulla catena di produzione dove si sarebbero verificati episodi di “sfruttamento del lavoro” in alcuni opifici le cui condizioni sono state definite “ottocentesche” e i ritmi produttivi da “para-schiavitù”. La richiesta della Procura è stata respinta sia dal tribunale di Milano che dalla Corte d’appello, per cui è stato presentato ricorso alla Corte di Cassazione con un’udienza che si è tenuta mercoledì 18 novembre per decidere se affidare la competenza territoriale del caso all’ufficio requirente di Milano o di Ancona. La Corte, tuttavia, ha rigettato le richieste del Pm.
Adesso, come riferito dalla pagina economica del Corriere della Sera, su impulso di Storari il gip Domenico Santoro ha presentato la richiesta di vietare per sei mesi all’azienda di fare pubblicità della propria merce in virtù della “cecità intenzionale” sullo sfruttamento di manodopera. L’udienza è stata notificata a Della Valle per il prossimo 3 dicembre.
La società diffonde un comunicato in cui afferma che “in merito alle nuove contestazioni, sta ora esaminando con la stessa tranquillità l’ulteriore materiale prodotto, con preoccupante tempismo, dal dottor Storari”.
Pur manifestando “grande fiducia nella magistratura”, alle prime accuse di Storari il patron di Tod’s ha affermato che “dire che c’è del caporalato in mondi come i nostri è una grossa stupidaggine”, aggiungendo: “ Le nostre aziende non sfruttano nessuno, il caporalato riguarda altri mondi non noi, è offensivo”.


























