Il mondo dei professionisti ha detto No alla riforma della giustizia promossa dal governo Meloni. A dirlo, sulla base dei dati SWG raccolti attraverso delle indagini realizzate tra il 4 e il 23 marzo, l’Osservatorio di Confprofessioni.
L’analisi dimostra come ci sia una sostanziale sovrapposizione tra il dato nazionale e quello dei liberi professionisti, tra i quali il No ha prevalso con il 53,6% dei voti. Guardando il dato dal punto di vista del genere, sono state le donne a bocciare la riforma della separazione delle carriere dei magistrati: il 59,3% ha crocettato No sulla scheda elettorale, mentre tra gli uomini ha vinto il Sì con il voto contrario alla riforma che si è fermato al 49,0%, con uno scarto di oltre dieci punti. Nella popolazione complessiva la distanza di genere va nella stessa direzione ma è più contenuta, tanto che lì il “No” ha vinto anche tra gli uomini con il 51,6%.
La lettura per età evidenzia differenze soprattutto tra i più giovani. Tra gli under 45 la quota di “No” raggiunge il 63,6% tra i liberi professionisti, risultando superiore a quella osservata nella popolazione della stessa fascia, pari al 61,2%. Tra gli over 45, invece, i valori sono più vicini e si attestano attorno al 50% (50,8% nella popolazione e 50,0% tra i liberi professionisti). Il divario generazionale risulta quindi più ampio tra i liberi professionisti rispetto alla popolazione totale, indicando una maggiore polarizzazione del voto per età all’interno della componente professionale.
Anche la dimensione territoriale mostra un andamento chiaro, ma più omogeneo tra la popolazione nel suo complesso e liberi professionisti. Tra chi vive nel centro-sud la quota di No è più elevata rispetto a chi risiede nel nord in entrambi i campioni. Nella popolazione il No passa dal 49,2% tra i residenti nel Nord al 58,1% tra quelli del centro e del meridione, mentre tra i liberi professionisti i dati si attestano rispettivamente sul 49,7% e sul 55,9%. La distanza territoriale risulta leggermente più ampia nella popolazione, ma le differenze sono contenute e meno marcate rispetto a quelle di genere.























