Prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori della Peg Perego di San Donà di Piave con uno sciopero per lunedì 30 marzo, dalle ore 10 alle ore 12, e un corteo con presidio finale di fronte al comune di San Donà di Piave.
La decisione arriva in seguito all’incontro tra Fim-Cisl e Fiom-Cgil di Venezia, le RSU e la direzione aziendale assistita da Confindustria dello scorso 25 marzo, in cui è stato rinnovato il contratto di solidarietà che partirà dal 1 aprile 2026 e si concluderà il 22 settembre 2026.
A fronte della richiesta sindacale che linee di montaggio non vengano trasferite allo stabilimento di Arcore, la proprietà ha invece confermato la volontà di spostare le produzioni nel corso dei cinque mesi di vigenza del contratto. L’esubero dichiarato dall’azienda è di 45 dipendenti rispetto al numero complessivo di 57 rimasti in Peg Perego di San Donà di Piave. “Ribadiamo a gran voce che per noi nulla si deve muovere”, sostengono i sindacati.
Segreterie e RSU hanno espresso preoccupazione anche in merito alla tenuta dello stabilimento. “Al tavolo abbiamo voluto evidenziare come già da 2 mesi le lavoratrici e i lavoratori siano senza acqua e riteniamo ormai sia una situazione che deve essere assolutamente risolta”.
Dall’azienda, poi, è stata confermata la scelta dell’Advisor che avrà il compito di reindustrializzazione e che sarà presentato il 9 aprile in sede ministeriale. “Da subito monitoreremo l’eventuale progetto che ci verrà presentato. Tutte le parti coinvolte debbano assumersi le responsabilità e non minimizzare quello che sta avvenendo.


























