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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

1 Aprile 2026
in Camera

COMITATO RISTRETTO
Mercoledì 1° aprile 2026.

Disposizioni in materia previdenziale in favore delle madri lavoratrici e dei padri lavoratori, nonché dei caregiver familiari.
C. 79 Gebhard, C. 152 Serracchiani e C. 2776 Barzotti.

Il Comitato ristretto si è riunito dalle 13.40 alle 13.45.

INTERROGAZIONI
Mercoledì 1° aprile 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Claudio Durigon.

La seduta comincia alle 13.45.

5-04837 Scotto: Iniziative volte a garantire la tutela occupazionale del personale italiano impiegato per il servizio di sorveglianza antincendio e primo soccorso presso il Traforo del Monte Bianco, a seguito della nuova gara annunciata dal Gruppo europeo di interesse economico del Traforo del Monte Bianco (Geie TMB) per il predetto servizio, nonché ad assicurare condizioni eque tra gli operatori economici nella partecipazione alla stessa gara.

Il sottosegretario Claudio DURIGON risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo in videoconferenza, ricorda come di recente – a seguito della nuova gara annunciata dal Gruppo europeo di interesse economico del Traforo del Monte Bianco per il servizio di sorveglianza antincendio e primo soccorso – si sia svolta in Commissione un’audizione informale di rappresentanti delle organizzazioni sindacali (CGIL, CISL, UIL, UGL e USB) al fine di verificare la possibilità, in un passaggio così drammatico, di preservare le stesse condizioni occupazionali, salariali e contrattuali dei lavoratori italiani. Sottolinea, quindi, l’importanza di svolgere con continuità un’attività di vigilanza sulla situazione in esame, con l’obiettivo di garantire, in collaborazione con il Governo, il mantenimento delle illustrate garanzie.

5-05050 Auriemma: Sulla mancata autorizzazione del trattamento di mobilità in deroga per l’anno 2026 e sulle iniziative per ripristinare il predetto ammortizzatore sociale per i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa.

Il sottosegretario Claudio DURIGON risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Carmela AURIEMMA (M5S), replicando, nel ringraziare il sottosegretario per la risposta fornita, precisa anzitutto che l’interrogazione in oggetto è stata presentata oltre un mese fa, in seguito all’eliminazione, nell’ambito della legge di bilancio per il 2026, dell’autorizzazione al trattamento di mobilità in deroga per i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa. Ricorda come, di recente, anche grazie all’iniziativa delle opposizioni, tale errore sia stato sanato con il ripristino del predetto ammortizzatore sociale. Precisa, tuttavia, l’esigenza di chiarire alcuni punti di merito. In primo luogo, ritiene debbano essere chiarite, mediante l’emanazione di un’apposita circolare, le conseguenze dell’intervenuta interruzione del godimento del beneficio, specificando in particolare se questa possa determinare delle esclusioni a carico dei lavoratori interessati. Rileva, in secondo luogo, come nella nuova formulazione della disciplina non sia prevista la possibilità di utilizzare i residui economici delle regioni per la copertura finanziaria della mobilità in deroga, voce di copertura, a suo parere, essenziale al fine di garantire la fruizione del beneficio all’intera platea dei lavoratori interessati.

5-05124 Soumahoro: Iniziative volte a garantire la salute e sicurezza di tutti i lavoratori operanti presso l’ex Ilva di Taranto, inclusi quelli delle ditte in appalto.

Il sottosegretario Claudio DURIGON risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.

Aboubakar SOUMAHORO (MISTO), replicando, ringrazia il Governo per aver espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia del giovane operaio trentaseienne scomparso, Loris Costantino. Nel sottolineare come si tratti dell’ennesima vita persa sui luoghi di lavori, richiama l’attenzione del rappresentante del Governo e dei colleghi della Commissione sulla responsabilità dell’Esecutivo e del Parlamento, che non possono rimanere inerti di fronte all’evidente perdurante esigenza di rendere più sicuro lo svolgimento delle prestazioni lavorative. Segnala come anche nelle ultime ventiquattro ore vi siano state altre due morti sul lavoro, evidenziando che, pur non dovendosi affrontare il tema in un’ottica quantitativa, da tale dato risulta chiaro che le misure poste in essere non possono considerarsi sufficienti.
Per quanto riguarda, poi, l’ex Ilva di Taranto sottolinea l’esigenza di garantire la sicurezza di tutti i lavoratori, anche ovviamente dei lavoratori dipendenti di ditte in appalto, auspicando una maggiore centralità dello Stato nella gestione dello stabilimento, che, a suo parere, si rileva altamente inadeguata.

Walter RIZZETTO, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.

La seduta termina alle 14.05.

ATTI DELL’UNIONE EUROPEA
Mercoledì 1° aprile 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.

La seduta comincia alle 14.20.

Programma di lavoro della Commissione per il 2026 – È ora che l’Europa si renda indipendente.
COM(2025) 870 final.
Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2026.
Doc. LXXXVI, n. 4.
(Parere alla XIV Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento in oggetto.

Marta SCHIFONE (FDI), relatrice, ricorda preliminarmente che la relazione programmatica è predisposta ai sensi dell’articolo 13 della legge n. 234 del 2012, secondo il quale il Governo presenta ogni anno, entro il 31 dicembre, una relazione recante gli obiettivi, le priorità e gli orientamenti che il Governo intende seguire a livello europeo nell’anno successivo e che essa è esaminata congiuntamente con gli strumenti di programmazione politica e legislativa dell’UE (in questo caso il programma di lavoro della Commissione europea), secondo la procedura prevista dal parere della Giunta per il regolamento della Camera del 14 luglio 2010. Tale procedura comprende l’esame da parte di tutte le Commissioni permanenti (per i profili ricadenti nell’ambito delle rispettive competenze), che approvano un parere, l’esame generale da parte della Commissione politiche dell’UE, che presenta una relazione all’Assemblea, e la discussione in Assemblea, che di norma si conclude con l’approvazione di atti di indirizzo al Governo.
Evidenzia che la relazione programmatica del Governo per il 2026, trasmessa al Parlamento il 10 febbraio scorso, è articolata in una introduzione e quattro parti principali.
La prima parte, suddivisa in quattro sezioni, è dedicata alle politiche strategiche che includono, tra le altre, il rafforzamento della base industriale europea, la modernizzazione del mercato unico, le politiche per il lavoro, la formazione, la ricerca e la qualità della vita. La seconda parte, strutturata in due sezioni, è dedicata alla dimensione esterna dell’UE, con un focus anche sulla gestione dei flussi migratori. La terza parte è dedicata all’azione di coordinamento nazionale delle politiche europee, all’attuazione delle politiche di coesione, nonché alla comunicazione e alla formazione sull’attività dell’Unione europea. La quarta parte, infine, riguarda lo sviluppo del processo di integrazione europea.
Il programma di lavoro della Commissione europea per il 2026 è stato invece presentato il 21 ottobre 2025. Nel delineare le principali azioni e iniziative per il 2026, la Commissione ritiene necessario per l’Europa creare posti di lavoro di qualità in un’economia moderna e rafforzare il modello sociale europeo nelle mutate condizioni demografiche, nonché mantenere gli standard sociali, digitali e ambientali. Il programma si compone di una parte descrittiva (articolata in quattro capitoli) e da cinque allegati; di particolare interesse è il secondo capitolo della parte descrittiva, che illustra il percorso per realizzare un’Europa libera e indipendente, perseguendo, tra le altre, prosperità sostenibile e competitività, sostegno alle persone e rafforzamento del modello sociale europeo. Occorre rilevare che il 18 dicembre 2025, basandosi sul programma di lavoro della Commissione per il 2026, Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea hanno adottato una Dichiarazione comune sulle priorità legislative dell’UE per il 2026, convenendo in particolare di attribuire la massima priorità, tra l’altro, ai seguenti obiettivi strategici fondamentali: prosperità sostenibile, competitività e semplificazione; modello sociale europeo e qualità della vita; gestione delle frontiere e migrazione. Si ricorda, inoltre, che nel programma dei 18 mesi del Consiglio dell’UE, articolato in tre capitoli, vengono individuate le priorità da perseguire dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2026. Nell’ambito di tale programma, articolato in tre capitoli, è da segnalare il secondo capitolo «un’Europa prospera e competitiva» che affronta le diverse componenti che caratterizzano la competitività, la doppia transizione, l’innovazione, l’ambiente e gli affari sociali.
Tornando alla relazione programmatica, rilevano per la XI Commissione, innanzitutto, la prima, la seconda e la quarta sezione della prima parte. Nella prima sezione dedicata a «Un nuovo piano per la prosperità sostenibile e la competitività», il Governo presenta i suoi orientamenti con riferimento ai principali dossier europei che concernono la semplificazione normativa volta a ridurre gli oneri di comunicazione per le imprese – in particolare i pacchetti omnibus – il rafforzamento del mercato unico entro il 2028, l’Unione dell’energia e una economia circolare e resiliente.
Con riferimento alla semplificazione normativa volta a ridurre gli oneri di comunicazione per le imprese, appare rilevante, in particolare, il pacchetto omnibus presentato dalla Commissione europea per il settore automobilistico, composto da una proposta di direttiva e una proposta di regolamento, con l’obiettivo generale di alleggerire gli oneri amministrativi e ridurre i costi per i produttori europei, aumentando la loro competitività globale e liberando risorse per la decarbonizzazione. Con riferimento a tale pacchetto si rileva l’intenzione del Governo di sostenere interventi correttivi finalizzati alla riduzione degli oneri amministrativi e al rafforzamento della chiarezza normativa.
Per quanto riguarda invece il rafforzamento del mercato unico entro il 2028, il Governo sottolinea come le iniziative legislative promosse dalla Commissione europea nell’ambito del Patto per l’industria pulita devono contemperare il processo di decarbonizzazione in atto con una logica di sostenibilità socio-economica, sfruttando tutte le soluzioni disponibili con un approccio tecnologicamente neutrale. Con riferimento invece al pacchetto legislativo presentato in ambito europeo al fine di sostenere gli sforzi del settore automobilistico nella transizione verso una mobilità pulita, il Governo sottolinea che la decisione della Commissione europea di introdurre maggiore flessibilità sugli obiettivi per il settore automobilistico rientra nella direzione da sempre auspicata dall’Italia, e si impegna ad operare in tutte le sedi istituzionali al fine di accelerare il processo di decarbonizzazione, sfruttando tutte le opportunità disponibili attraverso un approccio tecnologicamente neutrale.
Nella seconda sezione, relativa a «Un’Europa competitiva e coesa: sostenere le persone e il modello sociale europeo», si dà conto delle iniziative già presentate dalla Commissione europea e di quelle di cui invece la presentazione dovrebbe essere imminente. Per quanto riguarda le iniziative programmate, mi soffermerò quindi sulla posizione nazionale sulle iniziative preannunciate nel Programma di lavoro e negli Orientamenti politici della Commissione con riferimento ai singoli pacchetti.
In particolare, il Governo esprime pieno sostegno al pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori, che dovrebbe comprendere proposte legislative su: una tessera europea di sicurezza sociale (ESSPASS), che permetta a chi si trova in un altro Paese europeo di esercitare facilmente i propri diritti previdenziali; il rafforzamento dell’Autorità europea del lavoro (ELA), incaricata di contribuire all’applicazione equa, semplice ed efficace delle norme dell’UE in materia di mobilità dei lavoratori e di coordinamento della sicurezza sociale; la trasferibilità delle competenze, al fine di rendere agevole il trasferimento delle qualifiche e permettere ai lavoratori di cogliere nuove opportunità ovunque si trovino nell’UE.
Riguardo invece alla strategia sull’equità intergenerazionale che dovrebbe caratterizzare l’azione della Commissione europea nel primo trimestre del 2026, la Relazione programmatica fa riferimento alla «urgente necessità di garantire un adeguato rinnovamento generazione della forza lavoro». Difatti, a giudizio del Governo, il Piano di azione a livello europeo dovrebbe comprendere iniziative intese a facilitare la mobilità professionale tra gli Stati membri, ridurre barriere burocratiche, migliorare abbinamento tra domanda e offerta di lavoro a livello europeo, promuovere il riconoscimento semplificato e armonizzato delle qualifiche professionali, sostenere l’integrazione di lavoratori stranieri qualificati semplificando le procedure di ingresso, incoraggiare l’investimento in formazione, apprendistato e orientamento professionale.
In relazione al diritto alla disconnessione e al telelavoro, essendo stata preannunciata una proposta legislativa in materia negli Orientamenti politici della Commissione, il Governo auspica il recepimento in tale proposta legislativa dell’Accordo quadro sull’uso della digitalizzazione nel settore del lavoro pubblico.
Per quanto riguarda, infine, la strategia dell’Unione europea contro la povertà, il Governo prevede di contribuire alla sua definizione concentrandosi sulla centralità della persona e presa in carico multidimensionale, sull’integrazione tra politiche sociali, educative, fiscali, economiche e occupazionali e sulla sostenibilità e innovazione del sistema di protezione sociale in un contesto di transizioni tecnologiche e demografiche.
Nella quarta sezione dedicata a «Difendere la democrazia: lo Stato di diritto e i valori della UE», di particolare interesse per la XI Commissione è l’intenzione del Governo di rafforzare l’operatività del «Codice di condotta contro le molestie sessuali sul luogo di lavoro e per la tutela della dignità personale, per il personale dell’amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile e di comunità».
Proseguendo nell’analisi della relazione programmatica, con riferimento alla parte seconda, relativa alla dimensione esterna dell’UE, di interesse per la Commissione è l’adozione del nuovo patto sulla migrazione e l’asilo nonché la riforma del Codice frontiere Schengen. Rispetto a tali temi il Governo intende applicare quanto previsto nel nuovo patto sulla migrazione e l’asilo a partire da giugno 2026, con particolare attenzione alla corretta implementazione della «componente solidaristica» ivi prevista, far sì che vengano adottate le proposte legislative sui rimpatri e sulla revisione del concetto di Paese terzo sicuro, avanzare nell’individuazione e nell’approfondimento di soluzioni innovative al fenomeno migratorio, attuare gli accordi conclusi fra l’UE e i Paesi di origine e transito e negoziare ulteriori accordi con Paesi di particolare interesse per l’Italia.
Infine si rileva che il Governo dichiara di voler promuovere la piena attuazione del Patto per il Mediterraneo, contribuendo attivamente alla definizione del relativo Piano d’azione. Al riguardo, con riferimento all’istituzione e al rafforzamento dei partenariati con i Paesi di origine dei flussi migratori, prosegue l’impegno dell’Italia per la promozione di percorsi di mobilità regolare, sia attraverso l’implementazione di strumenti bilaterali di cooperazione in ambito migratorio (accordi e memoranda) sia con iniziative progettuali che prevedano la realizzazione di mobilità internazionale per motivi di lavoro.

Walter RIZZETTO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.25.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.25 alle 14.30.

AUDIZIONI INFORMALI
Mercoledì 1° aprile 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.

Audizione informale di rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e UGL, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 2733 Rizzetto e C. 2840 Aiello, recanti disposizioni in materia di servizi di supporto alla ricollocazione professionale dei lavoratori nei casi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, processi di riorganizzazione aziendale e delocalizzazione dell’attività produttiva.

L’audizione informale è stata svolta dalle 14.30 alle 15.10.

ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 1° aprile 2026. — Presidenza del presidente della XI Commissione, Walter RIZZETTO.

La seduta comincia alle 14.15.

Schema di regolamento ministeriale recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, recante il testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Atto n. 390.
(Esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).

Le Commissioni iniziano l’esame dello schema di decreto all’ordine del giorno.

Roberto BAGNASCO (FI-PPE), relatore per la XII Commissione, anche a nome della relatrice per la XI Commissione, onorevole Tenerini, nell’illustrare il contenuto del provvedimento, ricorda che le Commissioni riunite XI e XII sono chiamate ad esaminare lo schema di regolamento ministeriale in esame, che reca modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90 (testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare) ed è adottato ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro). Ai sensi di tale ultima norma richiamata, le disposizioni del citato decreto legislativo sono applicate a determinate categorie (tra cui le Forze armate, prese in considerazione dal provvedimento in oggetto), tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative – ivi comprese quelle per la tutela della salute e sicurezza del personale nel corso di operazioni ed attività condotte dalle Forze armate, compresa l’Arma dei Carabinieri, nonché dalle altre Forze di polizia e dal Corpo dei Vigili del fuoco, nonché dal Dipartimento della protezione civile fuori dal territorio nazionale –, demandando la relativa armonizzazione ad appositi decreti ministeriali (emanati ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988).Al fine di delineare il quadro normativo nel cui ambito interviene l’atto in titolo, deve ricordarsi che il Codice dell’ordinamento militare (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 e successive modificazioni), in particolare, all’articolo 184, comma 1, stabilisce che la normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, si applica alle Forze armate nei limiti di compatibilità con gli speciali compiti e attività da esse svolti, tenuto conto delle insopprimibili esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare, come valutate dai competenti organismi militari sanitari e tecnici. Si precisa, al comma 2 del medesimo articolo 184, che tali limiti di compatibilità e tali esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare sono individuati nel regolamento, in questa parte, emanato nel rispetto delle procedure previste dal già richiamato articolo 3, comma 2, primo periodo, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Come evidenziato nella relazione illustrativa del provvedimento, lo specifico decreto applicativo per le Forze armate, in forza del processo di codificazione dell’ordinamento militare del 2010, è quindi confluito nel decreto del Presidente della Repubblica del 15 marzo 2010, n. 90, recante il «Testo Unico delle disposizioni regolamentari in materia di Ordinamento militare» (di seguito TUOM), che è oggetto di novella ad opera del presente provvedimento.
Si osserva, peraltro, che, l’articolo 1, comma 3, secondo periodo, del medesimo decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, prevede che il medesimo TUOM sia modificato secondo le procedure previste dall’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel rispetto delle ulteriori modalità individuate dal Codice dell’ordinamento militare. Come evidenziato nel parere reso sul provvedimento dal Consiglio di Stato, l’espressa abilitazione, con idonea norma di rango primario, del regolamento ministeriale in esame ad operare con effetto modificativo ed integrativo sulle disposizioni del TUOM (decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010) discende dal combinato disposto degli articoli 1, comma 3, secondo periodo, e 184, comma 2, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 e dell’articolo 3, comma 2, primo periodo, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
L’atto in esame consta di 2 articoli.
L’articolo 1, comma 1, lettera a) – novellando l’articolo 89, comma 1, del TUOM, a cui viene aggiunta una lettera cc-bis) – amplia le competenze del Capo di Stato maggiore della difesa, stabilendo che egli emana, per l’area tecnico-operativa della difesa, direttive in materia di antinfortunistica e di prevenzione e coordina le relative attività negli ambienti di lavoro, nel rispetto e in attuazione della vigente normativa di settore. Tale intervento di modifica, come specificato nella relazione illustrativa, è volto a ricondurre le attribuzioni in materia di policy e di coordinamento delle attività nella materia antinfortunistica e di sicurezza del personale militare impiegato nelle specifiche attività operative, emergenziali e addestrative in Patria e all’estero nell’ambito dell’Area di naturale pertinenza e cioè quella tecnico operativa.
Conseguentemente, la lettera b) del medesimo comma 1 – novellando l’articolo 105-ter, comma 1, lettera m), del TUOM, in linea con i sopra richiamati obiettivi di adeguata rimodulazione delle funzioni in materia di antinfortunistica e sicurezza fra le Aree del Dicastero – circoscrive il ruolo di direzione e di coordinamento del Segretario generale della difesa all’area tecnico-amministrativa della difesa (considerato il ruolo assegnato ora al Capo di Stato maggiore per l’area tecnico operativa, secondo quanto previsto dalla precedente lettera a)).
La lettera c) del predetto comma 1 quindi – sostituendo il comma 4 dell’articolo 252 del TUOM – inserisce l’ufficio dello Stato maggiore della difesa, insieme a quello del Segretariato generale della difesa (già previsto dalla normativa vigente), tra quelli che assicurano, per la rispettiva area di competenza, il coordinamento delle strutture di vertice (delle Forze armate, dello Stato maggiore della difesa, del Segretariato generale della difesa e della Direzione nazionale degli armamenti), che sono chiamate – ai sensi del comma 1 dell’articolo 252 del TUOM – sulla base delle specifiche esigenze, ad assicurare il coordinamento centrale delle attività finalizzate alla prevenzione degli infortuni e alla tutela della salute dei lavoratori nell’ambito delle rispettive organizzazioni.
La lettera d) del menzionato comma 1– integrando l’articolo 253, comma 4, del TUOM – specifica, anzitutto (con la nuova lettera a-bis)), che le aree in territorio nazionale e all’estero, incluse le unità navali, in cui vengono svolte attività operative o emergenziali reali nonché addestrative, con l’impiego di assetti operativi delle Forze armate, non si intendono quali luoghi di lavoro, precisando inoltre che in tali aree gli obblighi relativi alla valutazione dei rischi – di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 – si intendono adempiuti (da parte dell’autorità militare, contestualmente investita della preminente responsabilità della missione e anche della funzione datoriale, come specificato nella relazione illustrativa) se: le attività e le operazioni in tali aree espletate sono condotte nel rispetto di disposizioni di tutela tecnico-militari a tutela della salute e della sicurezza coerentemente con le funzioni e le finalità istituzionali della specifica missione (n. 1)); il personale ivi impiegato è formato, informato e addestrato sulle tecniche e sulle procedure applicabili in relazione alle diverse casistiche (ovvero in relazione ai possibili eventi, all’urgenza e alla complessità delle attività necessarie allo svolgimento della missione assegnata), in modo da assicurare il contemperamento fra la valutazione della personale esposizione al pericolo con l’esigenza di salvaguardare la protezione propria, degli altri operatori e di quanti sono presenti nell’area di operazioni (n. 2)); le attrezzature, i dispositivi, i sistemi e i mezzi utilizzati, anche complessi, sono adeguati, idonei e conformi alle vigenti disposizioni di sicurezza (n. 3)).
Ricorda che l’articolo 253 del TUOM, dopo aver definito il campo di applicazione del decreto legislativo n. 81 del 2008 per le attività svolte nell’ambito dell’Amministrazione della difesa, richiama altresì le particolari norme di tutela tecnico-militare per la sicurezza e la salute del personale impiegato, che disciplinano invece le attività dell’Amministrazione della difesa connesse a particolari esigenze (individuate ai sensi dell’articolo 245 e derivanti dall’unicità del comando, la capacità e la prontezza d’impiego della forza militare, la tutela delle informazioni riguardanti le materie di carattere militare, le particolarità costruttive e d’impiego degli equipaggiamenti) nonché le infrastrutture e le aree, gli equipaggiamenti, armi, munizioni, materiali e i mezzi, destinati alle predette attività. In particolare, il comma 4 dell’articolo 253 prevede che le disposizioni in materia di prevenzione, protezione e sicurezza del personale nel corso di operazioni e attività condotte dalle Forze armate al di fuori del territorio nazionale, si applicano tenendo conto delle particolari esigenze di servizio e delle peculiarità organizzative, vincolate anche dalla natura e dalla condotta delle stesse operazioni e attività, nonché dalla contingente situazione ambientale, coerentemente con l’evoluzione operativa della missione in atto. La disposizione in argomento si applica anche alle operazioni e alle attività condotte in territorio nazionale.
La stessa lettera d), inoltre, aggiungendo al comma 4 dell’articolo 253 del TUOM la lettera a-ter), precisa che gli adempimenti in materia di tutela della salute e sicurezza restano in capo ai relativi datori di lavoro nei casi in cui alle attività nelle aree operative sopraindicate coopera personale che non ha rapporto di impiego o di servizio con il Ministero della difesa, fermo restando il necessario coordinamento tra le parti.
L’articolo 2, infine, reca la clausola d’invarianza finanziaria, stabilendo che dall’attuazione del presente provvedimento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La relazione tecnica del provvedimento precisa, al riguardo, che tutte le modifiche e le integrazioni recate dal presente provvedimente sono finanziariamente neutre, giacché sono connotate da carattere esclusivamente ordinamentale, senza, peraltro, mai incidere sugli assetti organici del personale, né di livello dirigenziale, né di livello non dirigenziale.

Walter RIZZETTO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.20.

SEDE REFERENTE
Martedì 31 marzo 2026. — Presidenza della vicepresidente della VII Commissione, Giorgia LATINI.

La seduta comincia alle 11.30.

Istituzione del profilo professionale dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità.
C. 1271 Ghirra, C. 1349 Amato, C. 1549 Manzi, C. 2716 Iacono e C. 2771, approvata in un testo unificato dal Senato.
(Seguito dell’esame e rinvio – Abbinamento delle proposte di legge C. 1549 Manzi e C. 2716 Iacono).

Le Commissioni proseguono l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 17 febbraio 2026.

Giorgia LATINI, presidente, avverte che sono state assegnate alle Commissioni VII e XI le proposte di legge C. 1549 d’iniziativa della deputata Manzi e C. 2716 d’iniziativa della deputata Iacono, che, vertendo su identica materia, sono state abbinate a quelle già in esame, ai sensi dell’articolo 77, comma 1, del Regolamento.
Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 11.35.

AUDIZIONI INFORMALI
Martedì 31 marzo 2026. — Presidenza della vicepresidente della VII Commissione, Giorgia LATINI.

Audizione informale, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 1271 Ghirra, C. 1349 Amato, C. 1549 Manzi, C. 2716 Iacono e C. 2771, approvata in un testo unificato dal Senato, recanti Istituzione del profilo professionale dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità, di:
Giovanna Guerzoni, componente del Consiglio universitario nazionale (CUN);
Monica Castagna e Gisella Tempera, componenti del direttivo dell’Associazione ASACOM (Assistente all’autonomia e alla comunicazione) e Maurizio Benincasa, presidente della medesima associazione, in videoconferenza;
Marco Sciuto, vicepresidente dell’Associazione movimento per l’internalizzazione e la stabilizzazione degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione nazionale (AMN), in videoconferenza;
Elena Carnevali, Sindaca di Bergamo e delegata Anci all’Istruzione, politiche educative ed edilizia scolastica, in videoconferenza;
Anna Maria Bellitteri, rappresentante dell’Associazione nazionale parlautismo, in videoconferenza.

L’audizione informale è stata svolta dalle 11.35 alle 12.30.

MARTEDÌ 31 MARZO 2026
23ª Seduta

Presidenza del Presidente della 10ª Commissione

ZAFFINI

Interviene il sottosegretario di Stato per l’istruzione e il merito Paola Frassinetti.

La seduta inizia alle ore 16,15.

IN SEDE REFERENTE

(1766) Deputato Elena BONETTI e altri. – Delega al Governo per il sostegno delle attività educative e ricreative non formali, approvato dalla Camera dei deputati

(Seguito dell’esame e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 4 marzo.

Il presidente ZAFFINI rammenta che si è svolto il previsto ciclo di audizioni sul disegno di legge in titolo e informa che sul medesimo l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza trasmetterà un contributo scritto.

Quindi, dichiarata aperta la discussione generale e constatata la mancanza di richieste di intervento, dichiara chiusa tale fase procedurale.

Propone di fissare il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno alle ore 12 del prossimo 2 aprile.

Le Commissioni riunite convengono.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

SULLA PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI ACQUISITI

Il presidente ZAFFINI comunica che, nel corso delle audizioni svolte in sede di Uffici di Presidenza integrati dai rappresentanti dei Gruppi, nell’ambito dell’esame del disegno di legge n. 1766 (Delega al Governo per il sostegno delle attività educative e ricreative non formali), è stata consegnata documentazione che, ove nulla osti, sarà resa disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web delle Commissioni, al pari dell’ulteriore documentazione che dovesse eventualmente pervenire in relazione a tale argomento.

Le Commissioni riunite prendono atto.

La seduta termina alle ore 16,20.

 

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