Sono più di 300 i lavoratori coinvolti nella crisi del gruppo Giochi Preziosi, che interessa circa 30 punti vendita, con chiusure già avviate e altre in arrivo. E’ questo il quadro che emerge dalla crisi dello storico marchio di giocattoli denunciato dai sindacati di categoria Filcams, Fisascat e Uiltucs.
Il gruppo conta al proprio interno almeno 8 società collegate, “con effetti già evidenti sulla rete commerciale e sui livelli occupazionali – dicono i sindacati in una nota congiunta – si registrano già punti vendita chiusi e ulteriori chiusure sono previste nei prossimi mesi, tra sfratti, criticità locative, mancati rinnovi e trattative ancora aperte. In questo modo la rete si restringe, i lavoratori restano sospesi e il quadro industriale continua a non essere chiaro”. Le tre sigle hanno chiesto l’apertura urgente di un tavolo al Mimit e hanno dichiarato lo stato di agitazione a livello nazionale.
Per i sindacati non si è di fronte a episodi isolati, ma a una crisi che investe un intero gruppo. “Serve un confronto concreto e complessivo – concludono – perché non è accettabile che un’azienda come Giochi Preziosi, con centinaia di addetti coinvolti, proceda senza un disegno chiaro, mentre posti di lavoro e salari restano sospesi”.


























