Si è svolto il 9 aprile 2026, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, un incontro per il futuro industriale di Peg Perego, che ha visto la partecipazione delle organizzazioni sindacali Fim-Cisl e Fiom-Cgil dei territori coinvolti, delle rappresentanze sindacali unitarie, della direzione aziendale affiancata da Confindustria, delle Regioni Veneto e Lombardia, delle istituzioni locali e di Invitalia.
Al centro del confronto, la presentazione della società di advisory Vertus, incaricata dall’azienda di lavorare a un progetto di reindustrializzazione per gli stabilimenti di Arcore e San Donà. Un primo passo operativo è già previsto a partire dal 13 aprile, con sopralluoghi nei siti produttivi. Parallelamente, Peg Perego ha annunciato il coinvolgimento di una seconda società di consulenza con il compito di definire un piano strategico di riposizionamento e rilancio del gruppo, con l’obiettivo di garantire la continuità aziendale.
Le organizzazioni sindacali, in maniera unitaria e in accordo con il ministero, hanno chiesto di concedere il tempo necessario alle società incaricate per elaborare un progetto industriale complessivo, sollecitando al contempo il congelamento di qualsiasi trasferimento produttivo tra gli stabilimenti. In particolare, forte preoccupazione è stata espressa per l’annunciato spostamento delle attività di montaggio da San Donà ad Arcore, sul quale però l’azienda non ha fornito né risposte né tempistiche precise.
I sindacati hanno ribadito con fermezza la necessità di tutelare la continuità produttiva dei siti italiani e di difendere i livelli occupazionali, chiedendo che nulla venga modificato fino alla presentazione di un piano complessivo.
Un nuovo incontro è già stato fissato per il 15 luglio presso il Mimit: in quella sede l’azienda si è impegnata a presentare il progetto industriale.
“Le iniziative di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori hanno finalmente portato all’apertura di un confronto ai massimi livelli istituzionali dopo anni di immobilismo della proprietà – hanno dichiarato Fim e Fiom –. Ora è necessario che, dopo i sacrifici sostenuti, arrivi un piano industriale socialmente sostenibile, capace di salvaguardare tutti i posti di lavoro e garantire una prospettiva alla presenza di Peg Perego in Italia.”




























