Un aumento medio di 200 euro al mese per i rider, nuovi parametri minimi di compenso e l’apertura di un confronto con i sindacati per un contratto. È il piano che Foodinho, società italiana controllata da Glovo, ha presentato alla Procura di Milano per superare l’amministrazione giudiziaria disposta nell’ambito dell’inchiesta sul lavoro dei ciclofattorini. Il progetto prevede una soglia minima di 14 euro lordi l’ora e almeno 3 euro lordi per ogni consegna effettuata.
Gli aumenti legati alle consegne dovrebbero essere riconosciuti retroattivamente a partire dal 9 febbraio 2026, giorno in cui venne disposto il controllo giudiziario della società. L’adeguamento del compenso orario scatterebbe invece dal 1 giugno. Secondo le stime riportate nel piano, le nuove misure economiche produrrebbero un incremento medio di circa 200 euro mensili per ciascun rider attivo sulla piattaforma.
Tra i punti centrali del nuovo piano compare anche l’impegno ad aprire un tavolo con le organizzazioni sindacali per arrivare alla definizione di un nuovo contratto collettivo nazionale dedicato ai rider. Foodinho avrebbe inoltre espresso sostegno al percorso negoziale promosso da Assodelivery.
La Procura milanese, pur senza chiedere per ora la chiusura dell’amministrazione giudiziaria, avrebbe espresso una valutazione positiva sull’impianto delle misure presentate dalla società, precisando però che eventuali sviluppi dipenderanno dall’effettiva applicazione degli impegni assunti.
L’indagine, coordinata dal pm Paolo Storari, aveva coinvolto oltre 40 mila rider operativi in Italia. Nelle carte dell’inchiesta era stato contestato un sistema di gestione del lavoro considerato penalizzante sotto il profilo economico e organizzativo, con compensi giudicati in molti casi largamente inferiori ai livelli previsti dalla contrattazione collettiva nazionale. Gli investigatori avevano inoltre evidenziato come alcune retribuzioni risultassero inferiori fino all’81% rispetto ai parametri dei principali contratti di riferimento, parlando di un modello fondato su condizioni di sfruttamento e su un controllo delle prestazioni affidato in larga parte agli algoritmi della piattaforma.























