La relazione annuale della Covip “conferma la solidità e la crescita della previdenza complementare”. Lo dice il segretario confederale della Cgil, Lara Ghiglione, sottolineando che “l’aumento degli iscritti, delle risorse accumulate e dei contributi versati dimostra la capacità del sistema di consolidarsi e rappresentare sempre più un importante strumento di tutela previdenziale per milioni di lavoratori”.
Allo stesso tempo, prosegue, “si evidenziano criticità che continuano a riguardare soprattutto giovani e donne. Dal rapporto emerge la crescente consapevolezza dell’importanza di costruire una tutela previdenziale integrativa in un contesto caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dalle trasformazioni del mercato del lavoro. Contesto in cui assume un rilievo particolare il ruolo dei fondi pensione negoziali, che si confermano il principale pilastro della previdenza complementare costruita dalla contrattazione collettiva. Un risultato che dimostra la validità di un modello fondato sul ruolo delle parti sociali, sulla bilateralità e sul contratto”.
“I dati presentati oggi sulla previdenza complementare dal Presidente della Covip Mario Pepe danno atto del costante miglioramento del numero degli iscritti e del patrimonio e ciò è positivo. Sebbene migliori anche il dato relativo alle iscrizioni dei giovani under 35 anni, tuttavia è necessario fare di più per creare le condizioni favorevoli per l’accesso di tutti al secondo pilastro previdenziale”. E’ quanto sottolinea in una nota il segretario confederale della Cisl , Ignazio Ganga.
“Il dato relativo alle donne – aggiunge – mette ancora una volta in evidenza che la debolezza della previdenza deriva dalla debolezza del mercato del lavoro e delle retribuzioni ed è quindi indispensabile agire su due livelli: occupazione e previdenza. Il nuovo meccanismo di adesione automatica che entrerà in vigore il primo luglio rappresenta un’opportunità importante che la CISL apprezza, ma chiediamo al Governo, al Legislatore, alla Covip e a tutte le Istituzioni una maggiore coerenza nel regolamentare e innovare la previdenza complementare”.
“Nell’ultima legge di bilancio sono state infatti introdotte alcune norme assolutamente criticabili a partire dalla libera portabilità del contributo del datore di lavoro concordato in sede di contrattazione collettiva anche verso le forme di previdenza di libero mercato – prosegue -. Questa scelta legislativa interviene in modo improprio sull’autonomia negoziale e rischia di produrre un grave danno ai fondi pensione. Con l’Avviso comune siglato da tutte le parti sindacali e datoriali più importanti del Paese la Cisl chiede che la norma venga eliminata”.
“Altrettanto negativa è la norma che ha aumentato in modo incongruo le sanzioni a carico dei consiglieri dei consigli di amministrazione dei fondi pensione senza considerare criteri di proporzionalità – aggiunge -. Per quanto riguarda gli investimenti nell’economia reale, la Cisl apprezza il richiamo fatto dal Presidente Pepe alla prioritaria finalità previdenziale delle forme di previdenza complementare. Se è sicuramente auspicabile che i fondi pensione italiani possano contribuire maggiormente allo sviluppo economico del Paese, tuttavia, ciò non dovrà mai andare a mettere in pericolo il risparmio previdenziale degli iscritti”.
“Il primo luglio – conclude – entreranno in vigore oltre all’adesione automatica anche le nuove prestazioni previste in legge di bilancio e i criteri di investimento secondo il modello life cycle, ma nonostante la prossima scadenza non sono ancora state diramate le indicazioni interpretative e operative creando gravi difficoltà agli operatori del settore, quindi la Cisl chiede che tali indicazioni siano pubblicate al più presto”.
























