Dieci anni fa il terremoto colpiva Amatrice e le comunità dell’Italia centrale, “spezzando tante vite e devastando interi paesi. Oggi il nostro pensiero – ha sottolineato sui profili social del sindacato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola – va alle vittime, ai loro familiari e a tutte le persone che hanno vissuto quella terribile tragedia e ne portano ancora dentro il dolore”.
“Ricordare, però, significa anche assumersi la responsabilità di agire. Molto resta da fare per restituire ad Amatrice e agli altri borghi colpiti dal sisma una piena normalità, accelerando la ricostruzione e garantendo case, servizi, lavoro e concrete prospettive di sviluppo. Il futuro delle aree interne si costruisce non lasciando sole le comunità, ma creando le condizioni perché possano continuare a vivere, lavorare, produrre e progettare lì il proprio domani”, ha concluso Fumarola.
“Oggi come 10 anni fa – ha sottolineato Ottavio De Luca, segretario generale della Filca-Cisl – rimane la sentita vicinanza alle popolazioni colpite da quel tragico evento. La nota positiva nella ricostruzione di quello che rappresenta il più grande cantiere attivo – prosegue – è l’impegno congiunto di tutti i soggetti interessati perché la ricostruzione del Centro Italia avvenga all’insegna della legalità e della sicurezza, e strumenti come il badge di cantiere vanno proprio in questa direzione. Con il commissario Guido Castelli e tutta la struttura da lui diretta abbiamo contribuito a costruire un sistema che garantisca una ricostruzione nel rispetto delle leggi, delle tutele dei lavoratori, della sicurezza. Recentemente abbiamo ricordato come il tragico evento del terremoto del Friuli Venezia Giulia di 50 anni fa abbia costituito l’occasione per la nascita della protezione civile. Ancora oggi la ricostruzione del Friuli costituisce un esempio da seguire”.
Allo stesso modo, sottolinea il segretario generale della Filca, “riteniamo che ciò che oggi, con grande sinergia e comunanza di intenti, si sta facendo nel Centro Italia, costituirà esempio e modello per affrontare situazioni così tragiche. Rimane fermo il nostro impegno e la leale collaborazione nei confronti di quelle istituzioni che hanno raccolto le nostre sollecitazioni affinché il rispetto delle regole e la tutela dei lavoratori costituiscano uno dei criteri fondamentali per gestire le grandi emergenze che colpiscono il nostro paese. Tra le proposte che avanziamo c’è il badge unico dei cantieri, collegato a una piattaforma nazionale interoperabile. Non un semplice tesserino d’accesso, ma un fascicolo digitale completo in cui sono già verificati e sempre aggiornati tutti i dati del lavoratore: identità, contratto applicato, attestati di formazione, qualifiche professionali, visite mediche, scadenze e ogni altra certificazione prevista dalla normativa. L’agenda digitale segnalerebbe per tempo le scadenze di visite e corsi, così da garantire continuità e regolarità. In questo modo le imprese non dovrebbero più richiedere ogni volta nuova documentazione: meno burocrazia, più sicurezza, più trasparenza e più legalità. Una proposta concreta per semplificare davvero il settore, tutelare i lavoratori e rendere i cantieri più moderni e sicuri”.





























