La direzione di Stellantis ha comunicato altre tre giornate di fermo produttivo per la Carrozzeria di Mirafiori, adducendo ufficialmente la decisione alla mancanza di motori. Da domani al 4 settembre, infatti, è stata disposta una fermata produttiva senza prestazione lavorativa che interesserà esclusivamente la linea 500. Resteranno operativi i piazzali di Drosso e Rivalta, il reparto R-G Premium e Special Vehicle.
A renderlo noto è la Fiom Cgil di Torino, che, attraverso le parole del segretario Edi Lazzi e del responsabile della Fiom di Mirafiori Gianni Mannori, sottolinea come lo scenario fosse ampiamente prevedibile. «Lo abbiamo detto prima delle ferie: purtroppo i problemi produttivi non sarebbero stati risolti al ritorno in fabbrica e ci tocca constatare che, dopo appena una settimana, siamo già di fronte a fermi produttivi importanti», affermano Lazzi e Mannori. Per i due sindacalisti, tra l’altro, la notizia «non è un buon biglietto da visita» per il neo Ceo del marchio Fiat, Arnaud Belloni, nominato da Stellantis nell’organizzazione Enlarged Europe a partire proprio dal 1° settembre.
«Le questioni sul tavolo sono ormai chiare a tutti ed è solo questione di scelte industriali e produttive, che né Filosa né la proprietà rappresentata dagli Elkann hanno fatto e che sarebbe ormai drammaticamente urgente implementare», proseguono Lazzi e Mannori. Per la Fiom, in particolare, è necessario portare a Mirafiori un nuovo modello da produrre nell’immediato e prevedere, nel prossimo futuro, un investimento per una nuova linea di produzione.
«È fin troppo evidente che la causa dei fermi produttivi non è l’approvvigionamento dei motori, ma le basse vendite sul mercato, che sono state sovrastimate fin dall’inizio», sostengono i sindacalisti. Da qui la richiesta alle istituzioni, a partire da quelle locali, di intervenire «per evitare il tracollo dell’intero comparto automotive piemontese. È indispensabile che arrivino nuove produzioni e nuovi produttori, non possiamo continuare a restare appesi nell’incertezza costante».
Anche La Fim Cisl Torino e Canavese manifesta preoccupazione per il susseguirsi di queste interruzioni produttive. «L’azienda deve rapidamente provvedere alla normalizzazione di questa situazione. Impossibile guardare con fiducia all’ultima parte dell’anno in questo contesto. Per tutelare lo stabilimento di Mirafiori e i suoi dipendenti serve stabilità».

























