“I dati di luglio confermano la buona tenuta del mercato del lavoro italiano”. E’ quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl Mattia Pirulli commentando i dati di oggi dell’Istat e Eurostat .
“Gli occupati sono 24 milioni e 370 mila, sostanzialmente stabili sul mese, ma in crescita di 307 mila unità su base annua. Un aumento trainato soprattutto dai dipendenti permanenti, +303 mila, e dagli autonomi, +85 mila, mentre diminuisce il lavoro a termine. È un segnale positivo, soprattutto perché indica un rafforzamento della componente più stabile dell’occupazione. Anche il confronto europeo è incoraggiante: secondo Eurostat, a luglio il tasso di disoccupazione italiano si attesta al 5,8%, al di sotto della media dell’Unione europea, pari al 6,1%, e dell’Eurozona, al 6,4%, e sensibilmente inferiore a quello di Francia e Spagna”.
Per il segretario confederale della Cisl restano, tuttavia, criticità importanti. “Il tasso di occupazione è fermo al 63,2% e quello di inattività, nonostante sia in calo, è al 32,8%: occorre quindi aumentare la partecipazione al mercato del lavoro, concentrando gli interventi soprattutto su giovani, donne, Mezzogiorno e persone con basse qualifiche. Preoccupa inoltre il dato sulla disoccupazione giovanile, che sale al 18,9%”, aggiunge Pirulli.
“La sfida è ora consolidare questi risultati attraverso politiche capaci di sostenere produttività, salari, investimenti e crescita. Il PNRR ha rappresentato una leva fondamentale per l’economia italiana: con la conclusione del Piano occorre evitare che venga meno uno dei principali motori degli investimenti. Bisogna trasformare gli interventi realizzati in crescita strutturale, mobilitando nuovi investimenti pubblici e privati. Allo stesso tempo, più occupazione deve tradursi in maggiore benessere. Per questo è necessario sostenere la contrattazione collettiva nazionale e decentrata, i rinnovi contrattuali e la crescita dei salari”, conclude Pirulli.


























