È stata raggiunta al ministero delle Imprese e del Made in Italy l’intesa tra Acciaierie Valbruna e la Provincia autonoma di Bolzano sulla nuova concessione delle aree dello stabilimento siderurgico. L’accordo, ancora da formalizzare con la firma prevista per il 3 settembre, prevede la conferma della destinazione siderurgica delle aree per 60 anni e impegna l’azienda a realizzare oltre 100 milioni di euro di investimenti per l’implementazione delle attività, l’occupazione e l’ambientalizzazione. Confermato inoltre il vincolo a mantenere l’attività siderurgica, considerata strategica per il Paese, nei siti di Bolzano e Vicenza.
L’intesa è stata definita al Mimit alla presenza del ministro Adolfo Urso, del vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano Marco Galateo, dei rappresentanti dell’azienda e delle organizzazioni sindacali.
Il nodo della concessione si inserisce in una vertenza che ha visto i lavoratori mobilitarsi per oltre un anno a difesa della continuità industriale dello stabilimento bolzanino e delle prospettive occupazionali. Secondo la Fim-Cisl, la vertenza era nata da un «cavillo legale» relativo alle concessioni, innescando una serie di interessi speculativi che, secondo il sindacato, avrebbero potuto danneggiare il territorio. La mobilitazione dei lavoratori ha accompagnato il confronto con azienda e istituzioni fino all’intesa raggiunta al ministero.
Per la Fiom-Cgil, il risultato arriva infatti dopo oltre un anno di scioperi e mobilitazioni, culminati anche in due grandi manifestazioni a Bolzano alle quali hanno partecipato complessivamente oltre 2mila lavoratori. «Il 3 settembre dovrà essere firmata la concessione tra la Provincia di Bolzano e la proprietà coerentemente con il confronto avvenuto oggi al Mimit», dichiarano Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia Fiom-Cgil, Marco Bernardoni, segretario generale Fiom-Cgil Bolzano, e Morgan Prebianca, segretario generale Fiom-Cgil Vicenza.
Per la Fiom, dunque, la firma della concessione dovrà rappresentare «l’atto conclusivo della vertenza» e tradurre in impegni concreti quanto definito nel confronto al ministero. «Ancora una volta, come fu nel 1995 quando fallirono le Acciaierie Falck, si salva l’attività industriale grazie alla lotta dei lavoratori», sostengono i tre esponenti del sindacato.
Il segretario nazionale della Fim, Valerio D’Alò, parla di un risultato capace di garantire «gli investimenti e l’occupazione per Bolzano e Vicenza» e in grado di dare certezze sulla vocazione siderurgica delle aree, sulla continuità produttiva e sulla piena tutela occupazionale dei due stabilimenti. «Un risultato che nasce dalla sinergia delle parti coinvolte, ma soprattutto dalla grande mobilitazione dei lavoratori», sottolinea D’Alò.
La Fim-Cisl annuncia che vigilerà sui passaggi successivi e chiede all’azienda di presentare nel dettaglio il piano industriale che dovrà dare concretezza agli investimenti previsti.

























