Questa notte, all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, è morto Fabio Mussi, tra i fondatori di Sinistra Italiana e storico dirigente del Pci, del Pds e dei Ds. Nato a Piombino il 22 gennaio 1948, Mussi è stato parlamentare dal 1992 al 2008 e ministro dell’Università e della Ricerca nel secondo governo Prodi. È stato inoltre capogruppo dei deputati del Pds-Ulivo e vicepresidente della Camera. Non aderì al Pd e contribuì alla nascita prima di Sel e poi di Sinistra Italiana, di cui era attualmente dirigente. Nella sua attività politica si era occupato anche di lavoro e trasformazioni sociali.
“Apprendiamo con grandissimo dolore e costernazione della morte di Fabio Mussi. Ci mancherà a tutti e a me in particolare, che l’ho conosciuto e stimato. Un caro compagno e una carissima persona, che ha sempre lottato per l’emancipazione e la libertà delle lavoratrici e dei lavoratori”. Lo afferma in una nota il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
“Con lui – aggiunge il leader della Cgil – se ne va un pezzo importante della sinistra italiana ed europea, un uomo di grande cultura, un fine intellettuale. Dirigente di primo piano del Pci, del Pds e dei Ds, poi ministro dell’Università e della Ricerca, esponente di Sinistra Italiana, non ha mai smarrito la voglia di indagare i cambiamenti del lavoro e della società, di comprendere i mutamenti della vita quotidiana, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle città. Aveva un’idea alta della politica e dell’impegno collettivo per cambiare la società in cui viviamo”.
“Di Fabio Mussi ci mancheranno il suo pensiero, la sua passione politica e la sua vicinanza al mondo del lavoro. Alla moglie Luana e alle figlie Valentina e Gaia un grande abbraccio mio e di tutta la Cgil”, conclude Landini.


























