La seconda edizione de “La Repubblica delle vittime del dovere”, promossa da Fillea Cgil, quest’anno si svolgerà a Quinto di Treviso il 23 settembre, presso il Best Western Premier BHR Treviso Hotel. Al centro della giornata, dedicata ai familiari di chi è caduto sul lavoro, lo spettacolo in memoria di Mattia Battistetti “El paron è sempre assolto”, di e con Donatella Allegro e con le musiche di Daniele Branchini. Lo spettacolo sarà preceduto da una tavola rotonda con l’intervento di Monica Michielin, madre di Battistetti, e la partecipazione dei familiari delle vittime provenienti da tutta Italia, così come di esponenti sindacali e politici.
“Il 23 settembre per noi non è una giornata qualsiasi: la data corrisponde infatti con il compleanno di Mattia Battistetti il giovane ragazzo vittima del dovere, a seguito di un infortunio avvenuto il 29 aprile del 2021. Il lungo processo sulla sua morte è terminato il 18 marzo di quest’anno con l’assoluzione dei datori di lavoro delle imprese coinvolte Bordignon Costruzioni srl e Altedil srl perché il fatto non sussiste. Sono stati condannati invece il Cse e altri due lavoratori. Recentemente, dopo 180 giorni dalla sentenza, sono arrivate le motivazioni della stessa. Esprimiamo il pieno rispetto del lavoro della magistratura e delle sue decisioni. Ma riponiamo altrettanta fiducia nella Procura di Treviso affinché ricorra in appello contro questa sentenza” dichiara il segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco.
Al dibattito, oltre allo stesso Di Framco, parteciperanno l’onorevole Chiara Gribaudo (Pd), presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia. Insieme a loro, Mauro Visentin, segretario generale Fillea Cgil Veneto e Sara Pasqualin, segretaria generale Cgil Treviso. La giornata sarà preceduta dall’assemblea nazionale Rlst/Rls della Fillea Cgil, in occasione della quale il professor avvocato Alberto Berardi terrà una lezione su diritto penale e sicurezza sul lavoro. Interverrà con lui la segretaria nazionale Fillea Cgil Giulia Bartoli.
Il segretario Di Franco prosegue: “Le famiglie delle vittime del dovere venute da tutta Italia verranno a testimoniare che la battaglia per la giustizia e per la tutela dei familiari è una questione che merita rispetto e azione prioritaria da parte della politica e del Governo. Non bastano i cordogli del giorno delle stragi sul lavoro e nemmeno l’ipocrisia dei numeri che, in aumento o in diminuzione, sono sempre troppi e inaccettabili. Dietro quei numeri infatti ci sono i nomi delle vittime del dovere che lo Stato non ha saputo proteggere e anche quelli dei loro familiari, a cui troppo spesso non viene garantito nemmeno l’accesso e l’effettività del diritto alla difesa. Nel nostro Paese, finora, non è previsto il gratuito patrocinio indipendentemente dal reddito per i familiari. La Fillea Cgil ha sempre ritenuto prioritario questo intervento di cui abbiamo discusso con quasi tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione. Per questo oggi chiediamo che venga approvata, prima della fine dell’attuale legislatura, la proposta di legge n. 2904 del 27 aprile del 2026 che introduce il gratuito patrocinio e che da mesi giace in Parlamento, sottoscritta da tutte le forze politiche, maggioranza e opposizioni. Essa sottende una vicinanza concreta e può rappresentare l’inizio di una discussione di merito anche su altri temi come l’introduzione di una Procura Nazionale specifica e del riconoscimento dello status giuridico di vittime del dovere a tutti i lavoratori deceduti. Serve anche la liquidazione di un danno provvisionale alle famiglie” prosegue il segretario.
Siamo infine preoccupati anche per le troppe responsabilità dei preposti a cui non corrispondono tutele, diritti e controlli. Nei cantieri ormai per non sbagliare sono tutti preposti, soprattutto chi ha un livello di inquadramento basso: come se tutta la responsabilità dovesse essere su di loro e in subordine di altri lavoratori. Spesso la giurisprudenza sta confermando questa impostazione per cui tutto viene scaricato su chi non decide, non è libero e soprattutto non ha tutele, a partire dal mantenimento del posto di lavoro stesso. Troppi lavoratori tacciono infatti sotto il ricatto del licenziamento e della relativa impossibilità di ricollocarsi, perché risulterebbe macchiato del titolo di chi ha denunciato. Noi pensiamo che se assicurassimo tutele a chi denuncia e a chi svolge il ruolo di preposto scopriremmo una realtà molto diversa da quella che vive nelle aule giudiziarie e che determina tante sentenze.
Noi continueremo ad assistere i familiari e a batterci insieme a loro affinché nessuno sia lasciato solo e a tutti sia assicurata giustizia. Per tutto questo a Treviso vivranno insieme a noi e ai loro familiari i nomi e le storie di Salvatore Cucè, Edison Malaj, Giovanni Gnoffo, Ignazio Giordano, Roberto Raneri, Giuseppe Miraglia, Giuseppe La Barbera, Octav Stroici, Emanuele Rabbito, Mario Cirincione, Paolo Pasquali, Stefano Fallone, Zyber Curri, Giuseppe Spagna. Solo alcuni dei tanti e tutti che non vogliamo dimenticare che sono vittime soltanto di aver assolto al “dovere” previsto dalla costituzione di “contribuire al progresso materiale o spirituale della società”.





























