Stellantis ricorrerà alla cassa integrazione dal 19 al 30 ottobre alle Carrozzerie di Mirafiori, sulla linea della Fiat 500 elettrica e ibrida. Il nuovo ricorso alla cassa, annunciato dopo una riunione interna convocata per valutare le problematiche produttive dell’impianto, arriva dopo una serie di fermate produttive. A inizio settembre, infatti, la Carrozzeria si era fermata per tre giorni, dal 2 al 4, e successivamente per altri due giorni, il 7 e l’8 settembre, per la mancanza di componenti legati ai motori. “Siamo di fronte ad una situazione complessa – ha sottolineato un portavoce di Stellantis – nonostante gli investimenti e il raddoppio della produzione rispetto allo scorso anno”.
Nel primo semestre del 2026 Mirafiori ha prodotto 36.048 vetture, più del doppio rispetto alle 15.315 dello stesso periodo del 2025 (+135%), secondo i dati Fim-Cisl.
Il mercato europeo ancora sotto i livelli pre-Covid, l’aumento dei prezzi delle auto, la pressione dei costruttori extra-Ue e il costo dell’energia continuano a pesare sulla competitività degli stabilimenti italiani di Stellantis e, in particolare, su Mirafiori. “Da oltre un anno e mezzo siamo impegnati a realizzare un ambizioso piano per rafforzare la nostra presenza industriale in Italia, con oltre una ventina di modelli prodotti nel nostro Paese ed altri che arriveranno”, sottolinea un portavoce di Stellantis. Un piano, precisa l’azienda, portato avanti in un contesto caratterizzato da un mercato ridotto di circa un quinto rispetto al periodo pre-Covid e da una crescente concorrenza extra-Ue.
Stellantis indica inoltre tra i problemi strutturali la minore competitività dell’industria europea e italiana. Per Mirafiori, in particolare, il gruppo ritiene che i costi di produzione potrebbero essere contenuti attraverso una riduzione del prezzo dell’energia. L’azienda sta discutendo con le istituzioni nazionali e locali per ottenere condizioni più vicine a quelle di Francia e Spagna, ma afferma di non aver visto finora “alcun beneficio concreto”.
A pesare sulla domanda è anche l’aumento dei prezzi delle auto nuove. Secondo Stellantis, la minore accessibilità ha penalizzato soprattutto le famiglie del ceto medio e i giovani, con effetti particolarmente forti nel segmento delle utilitarie. Il gruppo indica tra le cause l’aumento dei costi di trasformazione e dei cosiddetti costi regolatori legati ai nuovi requisiti normativi.
In questo quadro Stellantis rivendica però di avere “messo in sicurezza e rilanciato”, uno dopo l’altro, gli stabilimenti italiani, “a partire da Mirafiori”. Nel sito torinese, sottolinea l’azienda, l’arrivo alla fine dello scorso anno della Fiat 500 ibrida ha consentito un forte recupero della produzione: “Nel solo primo semestre di quest’anno abbiamo prodotto più auto che in tutto il 2025”.
L’avvio della 500 ibrida, entrata in produzione alla fine dello scorso anno, aveva consentito di rilanciare i volumi di Mirafiori e portato all’introduzione del secondo turno da marzo, con l’obiettivo di arrivare a produrre fino a 100mila vetture l’anno fra ibride ed elettriche. La 500 ibrida rappresenta, secondo il gruppo, solo una parte del rilancio del polo torinese. A Mirafiori Stellantis ha avviato e sta rafforzando la produzione dei cambi elettrificati e-Dct destinati alle motorizzazioni ibride, ha realizzato il primo hub dedicato all’economia circolare e il Battery Technology Center per ricerca, test e sviluppo delle batterie.
Il gruppo conferma inoltre la prospettiva industriale di lungo periodo del sito: dal 2030 a Mirafiori è prevista la nuova generazione della Fiat 500. Per Stellantis, quindi, l’attuale fase di difficoltà produttiva non cambia la strategia sul polo torinese, che resta uno dei siti centrali del piano industriale italiano.
Per la Fiom di Torino il ritorno della cassa integrazione a Mirafiori rischia di essere “il primo di una lunga serie” e mette a rischio anche la conferma dei circa 400 lavoratori interinali impiegati nello stabilimento. “Sono passati solo otto mesi da quando la cassa integrazione è cessata in Carrozzeria”, osservano il segretario generale della Fiom di Torino, Edi Lazzi, e il responsabile Fiom di Mirafiori, Gianni Mannori, ricordando che il periodo è stato comunque “intervallato da fermi produttivi settimanali iniziati nel mese di giugno” e da una pausa estiva prolungata. Il sindacato si aspetta inoltre che la cassa possa estendersi ad altri reparti, a partire dalle Presse.
“Con questo stop siamo al diciannovesimo anno consecutivo in cui le lavoratrici e i lavoratori sono collocati in cassa integrazione”, sottolineano Lazzi e Mannori. “Siamo così, per l’ennesima volta, nel tunnel della cassa”, con effetti anche sui lavoratori dell’indotto.
La Fiom contesta inoltre la spiegazione legata alla carenza di componenti fornita per le recenti fermate produttive. Secondo il sindacato, gli stop sono invece legati “alle scarse vendite dell’unico modello prodotto”. Per questa ragione “continuiamo a battere sul concetto che un solo modello non basta”. La richiesta, ora, è di un incontro urgente tra sindacato, azienda e istituzioni a tutti i livelli” per individuare soluzioni industriali per Mirafiori e più in generale per Torino.
Per il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, e il coordinatore nazionale automotive della Fim Cisl, Stefano Boschini, “è fondamentale che l’azienda agisca con decisione sul piano della strategia commerciale per sostenere e rafforzare la domanda sia sulla 500 elettrica che sulla versione ibrida. Parallelamente, chiediamo con forza che vengano messi in atto tutti gli sforzi necessari per offrire garanzie e tutela ai circa 400 lavoratori somministrati che sono stati inseriti proprio per consentire la partenza del secondo turno”.
“Quanto si sta determinando a Mirafiori” – concludono Uliano e Boschini – “deve spingere il Gruppo Stellantis a prendere seriamente in esame la nostra richiesta di assegnare allo stabilimento un ulteriore modello ad alti volumi. È indispensabile che Mirafiori diversifichi la propria produzione e non dipendere esclusivamente da un unico modello, superando una criticità che abbiamo già evidenziato”.


























