Due giornate a Milano, il 29 e 30 settembre, per celebrare i 120 anni della Cgil. E con una presenza particolarmente significativa: il 30 settembre, alla Scala, ci sarà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ad annunciarlo è stato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, nel corso della presentazione del francobollo dedicato all’anniversario, che si è tenuta in Corso d’Italia a Roma. “Avremo l’onore di avere la presenza ai nostri lavori del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che rimane per noi non solo un riferimento importante, ma un custode dei valori della difesa e della realizzazione della nostra Costituzione”, ha sottolineato Landini.
Le celebrazioni milanesi avranno come filo conduttore lo slogan “La persona al centro”. Un messaggio che la Cgil lega alla propria storia ma anche alle questioni che attraversano oggi il mondo del lavoro. “La ricchezza, sia economica che culturale del Paese, è prodotta da chi lavora”, ha ricordato Landini, e proprio per questo deve essere redistribuita “a partire da chi la produce”.
A ricordare le origini della Confederazione ci sarà anche il francobollo commemorativo. L’immagine scelta è quella del congresso di Milano del 29 settembre – 1 ottobre 1906, quando cinquecento delegati, in rappresentanza di circa 700 leghe e 250mila iscritti, diedero vita alla Confederazione generale del lavoro. Una fotografia di gruppo che restituisce il momento in cui esperienze fino ad allora diverse del movimento operaio confluirono in un’organizzazione comune.
Ma l’anniversario è stato anche l’occasione per tornare sull’attualità economica e sociale. Rispondendo sul rapporto deficit/Pil al 3,1%, Landini ha sostenuto che “si riconferma la necessità di fare investimenti utili”, di fronte a una crescita ancora debole. “Non è il momento di investire in armi – ha aggiunto – è il momento di investire nella sanità pubblica, nelle politiche industriali”.
Per il segretario generale serve inoltre una riforma fiscale che intervenga su rendite e profitti e alleggerisca il carico su lavoratori dipendenti e pensionati, in una fase nella quale, ha osservato, molte persone faticano ad arrivare alla fine del mese. Sul confronto con il Governo in vista della manovra, Landini non vede al momento segnali di discontinuità. Negli ultimi anni, ha spiegato, gli incontri con le parti sociali sono arrivati quando le scelte erano già state sostanzialmente definite dalla maggioranza. “Un confronto vero prima di prendere le decisioni con le organizzazioni sindacali in questi anni non c’è mai stato”.
C’è poi il capitolo salari. “È l’emergenza di questa fase”, ha detto Landini. La Cgil sta discutendo con le associazioni imprenditoriali affinché la difesa e l’aumento del potere d’acquisto diventino un obiettivo condiviso, insieme al tema della rappresentanza e alla lotta contro i “contratti pirata”.
Infine l’industria. Su Stellantis il giudizio resta preoccupato: “Da tempo stiamo denunciando il rischio molto concreto di un vero e proprio processo di deindustrializzazione del nostro Paese”. Per Landini occorre rilanciare gli investimenti e l’innovazione di prodotto, senza dimenticare il peso della componentistica italiana. E resta aperto anche il nodo dell’energia. “È il momento di fare investimenti seri che non sono stati fatti sulle energie rinnovabili”, ha sottolineato, mettendo in guardia dal concentrare il confronto soltanto sul nucleare. “Il nostro problema è cosa concretamente facciamo a partire da domani mattina per affrontare questo che è un tema strategico”.
Emanuele Ghiani



























