Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio e favoreggiamento: sono i reati contestati, a vario titolo, nei confronti di 20 persone coinvolte in un’indagine della Guardia di finanza che ha riguardato le opere infrastrutturali connesse alla realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari e, nello specifico, le tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano, nelle province di Napoli, Avellino e Benevento.
Le investigazioni, coordinate dalla procura partenopea e condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Napoli, hanno portato alla notifica di 20 misure cautelari personali e interdittive emesse dal gip su richiesta del pm Henry John Woodcock: dieci arresti domiciliari, sette obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria, in due casi accompagnati dalla sospensione dall’esercizio del pubblico servizio, e tre sospensioni. Il gip ha inoltre disposto il sequestro preventivo del profitto dei reati di corruzione.
Secondo la ricostruzione dei finanzieri e della procura, accolta dal giudice, sarebbe emerso un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che, in ragione delle responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere esercitate, avrebbero agevolato determinate imprese nell’ottenimento delle commesse, nell’esecuzione e nella contabilizzazione dei lavori, nei controlli e nei pagamenti. In cambio dei favori sarebbero state corrisposte somme di denaro e altre utilità, tra cui orologi, telefoni cellulari, soggiorni, vacanze e altri beni e servizi.
Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori ci sono due consegne di denaro durante le festività natalizie. In occasione di un servizio di osservazione, i finanzieri avrebbero trovato in due box, nascosti tra panettoni e biscotti, 10mila e 4mila euro in contanti, destinati a persone coinvolte nella gestione delle commesse. In un altro caso è contestato un bonifico da 18.300 euro, che sarebbe stato utilizzato in parte per pagare un appartamento a Roccaraso e corrisposto, secondo l’accusa, in cambio di un trattamento preferenziale nei pagamenti. In un’ulteriore circostanza sarebbero stati trovati 5mila euro in contanti nella disponibilità di uno dei soggetti coinvolti.
Il denaro, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato nascosto anche in plichi consegnati insieme a confezioni di prodotti caseari. Su uno di questi sarebbe stata apposta la dicitura “Durc – regolarità contributiva”, con l’obiettivo di dissimularne il contenuto.
Tra le altre utilità contestate figurano una Porsche Macan utilizzata durante una vacanza, un trattore tagliaerba del valore di 3.722 euro, l’assunzione di un familiare, soggiorni, un iPhone con cuffie Bluetooth e un’imbarcazione con skipper. Nel quadro delle regalie natalizie compaiono inoltre cinque orologi di pregio, per un valore complessivo di 19.900 euro. Denaro e altre utilità, secondo l’accusa, sarebbero stati la contropartita dei favori assicurati agli imprenditori nella gestione delle commesse, nella contabilizzazione dei lavori e nei pagamenti.
Un ulteriore filone dell’indagine riguarda l’intermediazione illecita e lo sfruttamento di lavoratori extracomunitari.
Nel cantiere di Grottaminarda sarebbe stata documentata la presenza di 34 lavoratori egiziani sottoposti a condizioni particolarmente gravose, con turni di 10, 12, 14, 16 e fino a 20 ore e, in alcuni casi, appena tre o quattro ore di riposo. Agli operai sarebbero state corrisposte retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali e sarebbero state violate le disposizioni in materia di igiene e sicurezza. Nell’inchiesta sarebbero inoltre emerse irregolarità relative ai permessi di soggiorno e alla documentazione attestante l’assolvimento degli obblighi di formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro.
Le verifiche hanno riguardato anche la qualità del calcestruzzo impiegato nelle opere. I carotaggi effettuati su alcune strutture non ancora ultimate avrebbero evidenziato valori di resistenza inferiori a quelli previsti dal progetto. In un caso sarebbero stati rilevati valori di 30, 29 e 32 N/mm², circostanza che avrebbe portato al blocco dei lavori. Tra le possibili cause indicate negli accertamenti figurano l’aggiunta di acqua, un errato dosaggio degli additivi e anomalie nella preparazione e nel trasporto del calcestruzzo. Il gip ha sottolineato la “straordinaria gravità” dell’impiego di materiale di scarsa qualità e non conforme alle prescrizioni, anche in relazione alla sicurezza dell’opera.
Le indagini hanno inoltre riguardato la gestione dei materiali di scavo. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero stati smaltiti come rifiuti non pericolosi materiali nei quali erano presenti tracce di amianto. Un altro capitolo riguarda l’emissione di fatture per operazioni inesistenti che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stata utilizzata per creare disponibilità di denaro contante, parte del quale sarebbe poi confluito nelle presunte dazioni corruttive.
Sulla questione interviene anche il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, che pone l’accento sulle condizioni di lavoro cui erano sottoposti gli operai impiegati nella realizzazione dell’infrastruttura. Le accuse formulate dagli inquirenti, infatti, descrivono turni di lavoro massacranti fino a 20 ore consecutive, negazione dei riposi, retribuzioni ampiamente inferiori ai contratti collettivi nazionali e sistematiche violazioni delle norme sulla sicurezza. “Uno scenario intollerabile per una società civile”, che desta “profonda e forte preoccupazione”, commenta Ricci. “Se queste pesanti accuse saranno confermate in sede giudiziaria, ci troveremmo di fronte non solo a pratiche illegali e irresponsabili di fare impresa, ma a un vero e proprio attacco alla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Nel condannare fermamente questi episodi, dice Ricci, “ribadiamo che la legalità e la trasparenza non sono opzionali, ma rappresentano il principio irrinunciabile e strutturale su cui deve fondarsi l’intero mondo del lavoro”. Per la Cgil l’indagine portata avanti dalla procura di Napoli “assume una gravità ancora maggiore se si considera che riguarda una delle opere infrastrutturali più strategiche e importanti per lo sviluppo del Mezzogiorno, destinataria di ingenti finanziamenti pubblici”.
“Dinamiche corruttive, infiltrazioni del crimine organizzato, rilascio irregolare di permessi di soggiorno e false attestazioni sui corsi di sicurezza sul lavoro dimostrano – aggiunge Ricci – quanto sia ancora elevata e permeabile la soglia del rischio nei subappalti. Non faremo alcun passo indietro nella difesa della salute, della sicurezza e dei diritti contrattuali. Chi specula sulla pelle dei lavoratori – conclude il segretario generale Cgil Napoli e Campania – sabota il futuro del Paese”.
Per il segretario generale della Fillea Cgil, Antonio Di Franco, servono interventi urgenti a partire dal controllo effettivo degli accessi al cantiere connessi all’orario di lavoro e soprattutto da una selezione più qualificata di tutti gli operatori economici, sin dai subappalti. “Nei grandi cantieri, soprattutto di Rfi, mancano controlli efficienti a partire da quelli messi in campo dal committente – dichiara in una nota -. Turni massacranti e sfruttamento della manodopera, in particolare di quella migrante, sono ormai la prassi. Come è possibile che il committente e le ditte appaltatrici non si accorgano che ci sono decine e decine di lavoratori che fanno più di 12 ore al giorno? I settimanali di cantiere? I controlli degli accessi previsti dai protocolli di legalità?”.
“Quello che emerge è un quadro sempre più preoccupante – conclude Di Franco -. In questi momenti la tutela dei livelli occupazionali, il ripristino delle condizioni di sicurezza e il mantenimento del cronoprogramma dell’opera sono la priorità. Per il resto siamo fiduciosi nel lavoro della magistratura”.
Elettra Raffaela Melucci

























