Il sindacato di corso d’Italia ha presentato oggi il “progetto di sviluppo economico e sociale” (PSES), un piano per aiutare la ricostruzione delle aree terremotate e interne al Paese.
Il progetto è nato per far fronte alla messa in sicurezza e alla ricostruzione delle aree terremotate nel medio periodo, per evitare il rischio abbandono dei territori colpiti dal sisma come l’Abruzzo, le Marche, l’Umbria e Lazio, da parte delle persone e delle attività economiche.
La confederazione ha sottolineato come non basti ripristinare le condizioni quo ante; è necessario utilizzare un mix delle tecnologie moderne e tradizionali per ricostruire in maniera sostenibile i territori e per creare occasioni di lavoro per le diverse competenze professionali.
Inoltre, il progetto della Cgil deve determinare nell’immediato le condizioni di mantenimento di persone, relazioni sociali, comunità e attività economiche esistenti. “È fondamentale tenere insieme il tessuto sociale di queste realtà – precisa il responsabile del Piano del lavoro della Cgil Gaetano Sateriale – attrarre popolazione stabile, nuove attività economiche, ricostruire i servizi civili anche minimi. Inoltre, prosegue Sateriale, bisogna condensare in una sola e unica fase la ricostruzione, il ripristino, l’innovazione e lo sviluppo. Per fare questo – precisa il sindacalista – si devono programmare gli investimenti per progetti finalizzati, preparare piani settoriali e le risorse”.





























