Le considerazioni del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco sulla necessità di una visione a lungo termine della ripresa non sono nuove al segretario generale della Uilca Massimo Masi, che sostiene la stessa tesi già dal 2013. “La Uilca da allora si è sempre dimostrata al passo con i tempi – sottolinea Masi – suggerendo soluzioni innovative, proponendo anche insieme alle altre Organizzazioni Sindacali un nuovo modello di banca, rimaste inascoltate purtroppo. Due settimane fa ho chiesto di far partire urgentemente la commissione parlamentare d’indagine sulle banche italiane, perché solo così si potranno combattere politiche a corto raggio. Al di là dell’incertezza del momento, servono interventi nell’interesse generale, che liberino l’economia da “inutili vincoli, rendite di posizione, antichi e nuovi ritardi.
“Concordo con Visco sul fatto che la questione del lavoro è centrale – aggiunge Masi – soprattutto nel settore della finanza, dove l’incertezza della continuità del posto di lavoro sta attanagliando migliaia di lavoratrici e lavoratori”. Ma, secondo il segretario generale, Visco si contraddice “da una parte invita le banche a disfarsi delle sofferenze, ma dall’altra pone paletti rigidi”.
“Ritengo inoltre inaccettabile – puntualizza Masi – il solito riferimento alla riduzioni dei costi del personale, senza nemmeno un accenno ai lauti compensi elargiti ad alcuni manager che hanno portato il settore in questa situazione di perenne crisi. Ribadisco nuovamente che non possono essere le lavoratrici e i lavoratori gli unici a dover pagare per errori non loro”.
“Il mio commento si può riassumere in un lo avevamo detto in tempi non sospetti – conclude Masi –. Soprattutto sulla mala gestione di alcune banche, mi chiedo: ma un intervento più forte della Vigilanza non era davvero possibile? Ai posteri l’amara sentenza”.






























