Slitta dal 7 al 12 settembre il confronto tra governo e sindacati sulle pensioni. Si ripartirà, dunque, con un tavolo tecnico fissato per lunedì prossimo alle 11 presso il ministero del Lavoro. Il 21 settembre, ma la convocazione ufficiale ancora non c’è, dovrebbe tenersi l’incontro conclusivo a livello politico.
I nodi da sciogliere restano molti e le soluzioni su cui il governo sta lavorando sono diverse. “All’interno del governo ci sono diverse posizioni. L’aspirazione è fare il massimo, poi bisogna tenere conto delle compatibilità”, ha spiegato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in un’intervista al Quotidiano Nazionale. Quanto alle risorse “non è corretto parlare adesso di due miliardi”, ha aggiunto il ministro spiegando che per l’anticipo pensionistico si partirà dalle “situazioni di massima difficoltà, da chi ha perso il posto ai lavori usuranti”.
Entro qualche settimana il Consiglio dei ministri “approverà l’infrastruttura dell’Ape, cercando di offrire la soluzione più dinamica possibile a chi, volontariamente, decide di andare in pensione prima mettendo mano al portafogli. Poi le cifre d’intervento saranno inserite nella Legge di Bilancio”.
L’Ape, con la possibilità di andare in pensione a 63 anni, potrebbe entrare in un decreto, dunque, prima ancora della Legge di bilancio. Da affrontare anche la questione dell’aumento delle pensioni minime: probabile, anche su questo fronte, un intervento modulare perchè l’innalzamento tout court costerebbe 4 miliardi di euro.






























