L’economia italiana subisce un rallentamento per il terzo e quarto trimestre del 2016. In particolare, ad agosto l’indice Pmi del settore manifatturiero è crollato a 49,8 punti da 51,2 del mese di luglio, attestandosi al livello minimo degli ultimi 20 mesi.
L’indice è sceso sotto la soglia dei 50 punti che divide le fasi di espansione da quello di contrazione. Il dato è risultato ampiamente peggiore del consensus degli economisti che si attendano un ripiegamento a ridosso dei 51 punti.
In espasione, invece, il settore manifatturiero dell’Eurozona: ad agosto l’indice Pmi è sceso dei 3 mesi a quota 51,7 restando comunque ampiamente sopra la soglia dei 50 punti.
Per il Pil italiano del terzo trimestre, gli economisti di Barclays prevedono una crescita congiunturale dello 0,1%. In particolare, pesano “sia la flessione dei nuovi ordinativi e sia il decumulo di scorte a fronte di una domanda più debole”. Per il quarto trimestre, gli economisti non escludono una crescita sottozero.
Per gli economisti di Unicredit, il livello dell’indice Pmi conferma che la produzione industriale resterà debole anche nel terzo trimestre dopo la poco brillante performance del secondo trimestre (-0,4% congiunturale). L’attività manifatturiera probabilmente rappresenterà un fattore frenante della crescita, per cui “ci aspettiamo nel III trimestre una espansione del Pil appena dello 0,1%, un Pil che rimarrà debole anche nell’ultimo trimestre dell’anno”, concludono.






























