”E’ cambiato il clima”, dice Anna Maria Furlan. E Susanna Camusso aggiunge: ”c’e’ qualche novita’ positiva”. Cosi’, al termine del lungo vertice al ministero del Lavoro, i leader sindacali, forse per la prima volta dacche’ e’ in carica il governo Renzi, si lasciano andare a commenti soddisfatti. E del resto, anche il governo, dopo aver per mesi scansato i sindacati evitando come la peste qualsiasi confronto (e talvolta, addirittura, sbeffeggiandoli), oggi sembra aver cambiato idea. Per la seconda volta, dunque, questo pomeriggio i leader delle tre confederazion, Furlan, Barbagallo e Camusso si sono seduti al tavolo con, dalla parte opposta, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e, sopratutto, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Tommaso Nannicini, che Renzi stesso ha voluto come deus ex machina di tutto cio’ che riguarda il tema lavoro e previdenza.
Un incontro durato diverse ore, cui seguiranno a ruota altri due appuntamenti, il primo il 23 e il secondo il 28 di giugno. Nel frattempo, e’ gia buona la valutazione sull’incontro odierno. E dunque, dice Camusso: “C’è qualche novità positiva”, anche se aggiunge: “Ma è ancora troppo poco per dire che siamo in una fase conclusiva delle nostre valutazioni. Speriamo che il confronto continui e produca risultati”. Secondo la pur dura segretaria della Cgil, in ogni caso, c’e la “disponibilità” del Governo a “entrare nel merito” sui temi oggetto del confronto.
Stesso tenore da Furlan: “E’ cambiato un clima – ha detto la leader Cisl in conferenza stampa – si è attivato un confronto vero. Ora dovremo proseguire con questo spirito per trovare soluzioni a temi che attengono alla vita delle persone, dei giovani come degli anziani”.
Piu’ cauto il leader della Uil, Carmelo Barbagallo: “Ancora non abbiamo un giudizio complessivo”, ha detto il numero uno della Uil sottolineando che sul mercato del lavoro “ci sono ancora correttivi da fare, per esempio sui voucher. Bisogna fare di più sulle politiche attive e sugli ammortizzatori”. Per quanto riguarda la flessibilità in uscita dal lavoro, Barbagallo ha aggiunto che “di positivo è che c’è una sostanziale differenza sul’Ape (anticipazione pensionistica) rispetto alle informazioni giornalistiche. Ci hanno spiegato che questo anticipo non avverrà attraverso banche e assicurazioni. Continuerà l’Inps a erogare le pensioni”.