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Il Diario del Lavoro

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

8 Giugno 2016
in Camera

ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 8 giugno 2016. — Presidenza del presidente della I Commissione 
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO. — Interviene il sottosegretario di Stato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Angelo Rughetti.
La seduta comincia alle 15.40.
Sulla pubblicità dei lavori.

Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, comunica che è stata avanzata la richiesta che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante l’impianto audiovisivo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l’attivazione.
Schema di decreto legislativo recante modifiche all’articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sul licenziamento disciplinare. 
Atto n. 292. 

(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4, del regolamento, e conclusione – Parere favorevole con condizioni e osservazioni).
Le Commissioni proseguono l’esame del provvedimento in oggetto, rinviato, da ultimo, nella seduta del 25 maggio 2016.

Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, comunica che i relatori hanno presentato una proposta di parere favorevole con condizioni e osservazioni. Comunica, altresì, che è stata presentata una proposta alternativa di parere da parte del gruppo MoVimento 5 Stelle, a prima firma della deputata Ciprini.

Alan FERRARI (PD), relatore per la I Commissione, illustra, anche a nome della relatrice per la XI Commissione, Valentina Paris, la proposta di parere con tre condizioni e alcune osservazioni.
Osserva preliminarmente la rilevanza politica del provvedimento, volto a mettere
in sicurezza la fiducia nella pubblica amministrazione, per non rendere vano il disegno di rendere efficiente la stessa pubblica amministrazione. È necessario infatti un rigore assoluto a fronte della gravità dei recenti episodi che fanno percepire una non veritiera bassa qualità del personale della pubblica amministrazione. 
Si sofferma in particolare sulle condizioni poste. La prima prevede che al dipendente sospeso sia comunque corrisposta un’indennità di carattere alimentare. Con la seconda si chiede al Governo di riformulare la scansione temporale delle diverse fasi del procedimento disciplinare con l’individuazione di un termine di avvio nella data di contestazione dell’addebito. A questo proposito osserva come sarebbe opportuna una totale implementazione del Codice dell’amministrazione digitale e la dotazione per ogni dipendente di posta elettronica certificata. Ritiene fondamentale le terza condizione, volta a definire con chiarezza la responsabilità del dirigente, togliendo l’automatismo con la fattispecie penale, lasciata alla valutazione del giudice. 
Rileva in conclusione che si sia trovato un punto d’equilibrio tra il diritto alla difesa e il fatto che non siano più tollerabili comportamenti illegali all’interno della pubblica amministrazione.

Tiziana CIPRINI (M5S), illustrando la proposta alternativa di parere favorevole, presentata dal gruppo del Movimento 5 Stelle, rileva che essa accoglie alcuni dei rilievi formulati dai rappresentanti della Corte dei conti auditi dalle Commissioni I e XI. Osserva inoltre che si tratta di un provvedimento condivisibile, se applicato con rigore. Tuttavia, a suo avviso, è innegabile che la sua adozione sia legata alle esigenze mediatiche del Governo, dal momento che, sulla materia, è intervenuto il decreto legislativo n. 150 del 2009 che, da un lato, ha colmato il vuoto legislativo esistente e, dall’altro, ha reso più spediti i tempi di intervento. A quest’ultimo riguardo, tuttavia, osserva che la velocizzazione delle procedure non può andare a discapito del diritto alla difesa del pubblico dipendente, tutelato sia dalla Costituzione sia dal diritto dell’Unione europea. Dichiara di condividere anche le riserve formulate dai rappresentanti della Corte dei conti sull’opportunità di prevedere una specifica responsabilità per il danno all’immagine della pubblica amministrazione, in quanto ciò non è contemplato dalla delega e risponde ad esigenze essenzialmente mediatiche. Ricorda che nel parere presentato dal suo gruppo si auspica l’introduzione di un assegno alimentare, in caso di sospensione del dipendente pubblico, per evitare la disparità di trattamento con i parlamentari condannati in via definitiva. Infine, sottolinea la necessità che sia al più presto rinnovato il contratto collettivo dei pubblici dipendenti e che la previsione, condivisibile, del licenziamento immediato sia applicabile anche ai politici corrotti.

Andrea CECCONI (M5S), giudicando poco incisiva la seconda condizione posta dalla proposta di parere del relatore, non comprende il motivo per il quale non si sia esplicitamente fatto riferimento – così come richiesto dalla stessa Corte dei conti – alla necessità di elevare a 40 giorni il termine previsto per la conclusione del procedimento disciplinare, tenuto conto della ristrettezze temporali esistenti che potrebbero rendere impossibile la conclusione del procedimento.

Alan FERRARI (PD), relatore per la I Commissione, fa osservare al deputato Cecconi che le sue obiezioni sono già recepite nella proposta di parere dei relatori. Vien infatti salvaguardata la garanzia di tutte le fasi essenziali del procedimento, lasciando al Governo la definizione della relativa tempistica. Ritiene inoltre che mettere in discussione il termine di trenta giorni sostituendolo con quaranta sia inutile in quanto non offre alcuna garanzia.

Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) ritiene che il provvedimento in esame rechi evidenti elementi di criticità, sottolineati anche dal Consiglio di Stato, che ne compromettono la conformità alla legge delega, soprattutto per quanto attiene alla previsione di vere e proprie fattispecie penali. Osserva che la terza condizione posta dalla proposta di parere del relatore, introducendo un obbligo di comunicazione all’autorità giudiziaria, non risolve la questione, rischiando piuttosto di legittimare modifiche suscettibili di ingolfare l’azione della magistratura. Sarebbe preferibile, a suo avviso, valutare di volta in volta l’opportunità di svolgere tali forme di comunicazione. 
Giudica inoltre grave che il provvedimento in esame non contempli l’ipotesi di una sospensione del procedimento disciplinare in attesa degli esiti del processo penale, soprattutto nei casi di non flagranza, in cui l’accertamento dei fatti può risultare complesso. 
Dopo aver osservato che anche la parte del provvedimento sul danno di immagine si pone al di fuori della delega, fa presente che il provvedimento in esame appare nel complesso connotato da una impostazione sbagliata, volta a individuare forme di responsabilità presunte e accertate attraverso strumenti di giustizia sommaria.

Federica DIENI (M5S) concorda con il deputato Sisto sull’eccesso di delega dello schema con l’introduzione di una fattispecie penale. Osserva poi che l’obiettivo che si propone il Governo rischia di non essere raggiunto, in quanto il termine troppo breve di trenta giorni porterà all’estinzione del procedimento. È la dimostrazione del solo effetto mediatico che si intende conseguire, non recependo invece osservazioni di buon senso avanzate dalla Corte dei conti e dalle opposizioni, come aumentare il termine a quaranta giorni e fissare limiti temporali per le varie fasi.

Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che porrà prima in votazione la proposta di parere dei relatori. In caso di sua approvazione, la proposta alternativa di parere a prima firma Ciprini si intenderà preclusa e non sarà posta in votazione. 
Nessun altro chiedendo di intervenire, le Commissioni approvano la proposta di parere con condizioni e osservazioni dei relatori.
La seduta termina alle 16.15.


SEDE REFERENTE

Mercoledì 8 giugno 2016. — Presidenza del presidente della XI Commissione Cesare DAMIANO. — Interviene la sottosegretaria di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Franca Biondelli.
La seduta comincia alle 14.40.
Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali (collegato alla legge di stabilità 2016). 
C. 3594 Governo.
 
(Seguito dell’esame e rinvio).
Le Commissioni proseguono l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, il 25 maggio 2016.
Cesare DAMIANO, presidente, anche a nome del Presidente della XII Commissione, onorevole Marazziti, nel segnalare che sono state presentate 252 proposte emendative (vedi allegato), fa presente, preliminarmente, che la valutazione in ordine alla loro ammissibilità è stata effettuata secondo le previsioni del Regolamento e della legislazione vigente in materia in contabilità e di finanza pubblica, tenuto conto della circostanza che si tratta di un provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica. In proposito, ricorda che, ai sensi dell’articolo 123-bis, comma 3-bis, del Regolamento, ferme restando le regole generali in materia di inammissibilità, di cui all’articolo 89 del medesimo Regolamento, devono ritenersi inammissibili le proposte emendative riferite ai disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica che concernono materia estranea al loro oggetto, come definito nei documenti di programmazione economica e finanziaria, come risultanti a seguito dell’approvazione della relativa risoluzione da parte dell’Assemblea della Camera, ovvero contrastano con i criteri per l’introduzione di nuove o maggiori spese o minori entrate, come definiti dalla legislazione vigente sul bilancio e sulla contabilità dello Stato. 
Quanto alla valutazione in ordine all’estraneità della materia rispetto all’oggetto
del provvedimento, ricorda che esso è individuato come collegato nella risoluzione 6-00165 Marchi ed altri, approvata a conclusione dell’esame della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2015. L’oggetto del provvedimento, come definito nella predetta risoluzione e nei documenti di programmazione economica e finanziaria, ai fini della valutazione dell’estraneità all’oggetto del provvedimento, è identificabile nell’adozione di misure strutturali contro la povertà. 
In applicazione dei predetti criteri, segnala che risultano pertanto inammissibili, in ragione della materia trattata, le seguenti proposte emendative: Pesco 1.217, limitatamente alla lettera
f) della lettera a) della parte consequenziale, che introduce un criterio direttivo relativo all’istituzione del salario minimo orario; Cominardi 1.204 che prevede l’introduzione tra gli oggetti della delega dell’istituzione del salario minimo orario; Gebhard 1.11, che introduce tra gli oggetti della delega l’innalzamento della soglia del reddito in base alla quale un familiare è considerato fiscalmente a carico; Gebhard 1.12, che introduce tra gli oggetti della delega l’adeguamento degli importi delle detrazioni per carichi di famiglia e delle spese detraibili riferite alla cura dei figli; Gebhard 1.13, che introduce un criterio di delega volto a estendere le detrazioni fiscali per le spese riferite alla scuola dell’infanzia, alla frequenza di centri estivi e alla pratica sportiva dei figli a carico; Cominardi 1.234, che introduce un criterio di delega relativo all’esenzione dalla base imponibile delle addizionali comunali e regionali all’IRPEF di specifiche soglie in relazione ai requisiti reddituali, alla dimensione e alla natura del nucleo familiare; Cominardi 1.233, che introduce un criterio di delega relativo all’istituzione di un fondo per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per l’infanzia; Simonetti 1.171, che reca una delega per la disciplina del quoziente familiare ai fini dell’applicazione dell’imposta sui redditi. 
Per quanto concerne i profili di rilievo finanziario, ricorda preliminarmente che, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge di contabilità pubblica, concernente la copertura finanziaria delle leggi, le leggi di delega comportanti oneri recano i mezzi di copertura necessari per l’adozione dei relativi decreti legislativi. Secondo la medesima disposizione, solo nei casi in cui, in sede di conferimento della delega, per la complessità della materia trattata, non sia possibile procedere alla determinazione degli effetti finanziari derivanti dai decreti legislativi, la quantificazione degli stessi è effettuata al momento dell’adozione dei singoli decreti legislativi e i decreti legislativi dai quali derivano nuovi o maggiori oneri sono emanati solo successivamente all’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie: tale procedura, tuttavia, non è stata richiamata dal testo della proposta di legge in esame, la quale deve dunque recare le coperture delle disposizioni onerose senza rinvio ai relativi decreti attuativi. Al riguardo, ricorda che il provvedimento in esame reca, al comma 1, tre distinti oggetti di delega: in particolare, per la lettera 
a) l’attuazione deve avvenire nei limiti delle risorse del Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, come rifinanziato ai sensi dell’articolo 1, comma 389, della legge di stabilità per il 2016 integrato con le eventuali economie derivanti dall’esercizio del secondo oggetto di delega; quanto alle letterab) e c), è prevista, per l’attuazione, una clausola di non onerosità, contenuta nel comma 6, la quale specifica che per i relativi adempimenti, le amministrazioni competenti provvedono attraverso una diversa allocazione delle ordinarie risorse umane, finanziarie e strumentali già in dotazione. Tale clausola è riferibile, come detto, ai due oggetti di delega e non al provvedimento nel suo complesso. 
Alla luce dei predetti elementi e criteri e ferme restando le valutazioni che potranno essere espresse dalla V Commissione, sono, in particolare, stati dichiarati inammissibili i seguenti emendamenti: Santerini 1.6; Gebhard 1.11; Gebhard 1.12; Fregolent 1.51; Nicchi 1.76; Simonetti 1.171.
Segnala, peraltro, che gli emendamenti Gebhard 1.11 e 1.12, nonché Simonetti 1.171 risultano inammissibili anche per estraneità di materia. 
Segnala, inoltre, che le proposte emendative presentate dal Movimento 5 Stelle che, nella parte conseguenziale, relativa alla copertura finanziaria, prevedono direttamente, in una misura indicata, la riduzione dei vitalizi parlamentari a concorso della copertura dei maggiori oneri, possono essere considerate ammissibili ove riformulate nel senso di prevedere, con riferimento ai vitalizi in essere, un rinvio all’adozione dei conseguenti provvedimenti attuativi delle Camere. 
Avverte, infine, che il termine per la presentazione di eventuali richieste di riesame in ordine alle valutazioni di ammissibilità è fissato alle ore 17 della giornata odierna.
Sergio PIZZOLANTE (AP) interviene per chiedere chiarimenti sulla riformulazione proposta dalla presidenza delle Commissioni riunite agli emendamenti del Movimento 5 Stelle nella parte in cui recano, tra i mezzi di copertura dei maggiori oneri, anche la riduzione dei vitalizi conseguenti a funzioni pubbliche elettive.
Cesare DAMIANO, presidente, precisa che tale proposta deriva da un approfondimento della questione svolto dagli uffici della Camera ed è volta esclusivamente a salvaguardare l’autonomia delle Camere.
Sergio PIZZOLANTE (AP) contesta l’argomento addotto dal momento che, a suo avviso, non è congruo rinviare la quantificazione di una scelta del legislatore ad organi delle Camere.
Donata LENZI (PD), nel ricordare che per i provvedimenti collegati alla legge di stabilità esistono regole specifiche in ordine all’ammissibilità degli emendamenti e che la decisione spetta alla presidenza delle Commissioni, che a loro volta possono rimettere la questione alla Presidenza della Camera, osserva che la sede più appropriata per affrontare il tema sollevato dal collega Pizzolante appare quella della Giunta per il Regolamento.
Mario MARAZZITI, presidente della XII Commissione, dichiara di non comprendere il problema sollevato dal collega Pizzolante, essendosi la presidenza delle Commissioni limitata a segnalare la problematicità della formulazione adottata da emendamenti presentati da deputati del Movimento 5 Stelle per quanto riguarda la copertura di maggiori oneri a valere sulla riduzione dei vitalizi dei parlamentari.
Roberto SIMONETTI (LNA) chiede conferma circa l’ammissibilità degli emendamenti in questione, ove riformulati nel senso proposto dai presidenti delle Commissioni riunite.
Sergio PIZZOLANTE (AP) contesta radicalmente il metodo proposto dalla presidenza delle Commissioni, di considerare ammissibili taluni emendamenti ove riformulati in certi termini.
Cesare DAMIANO, presidente, ribadisce che, sulla base degli approfondimenti svolti dagli uffici, la presidenza delle Commissioni riunite ha proposto ai deputati del gruppo del Movimento 5 Stelle di riformulare alcuni emendamenti, da valutare altrimenti come inammissibili, limitatamente alla parte conseguenziale concernente i vitalizi in essere.
Walter RIZZETTO (FdI-AN) obietta che la riformulazione degli emendamenti è consentita unicamente ai relatori nel corso dell’esame del provvedimento. Diversamente, a suo avviso, i gruppi avrebbero la possibilità di riformulare tutti gli emendamenti valutati inammissibili.
Vega COLONNESE (M5S), osservando che alcuni degli interventi dei colleghi sembrano entrare impropriamente nel merito del contenuto degli emendamenti presentati dal suo gruppo, ritiene che quest’ultimo avrebbe la necessità di valutare in maniera compiuta le risultanze della prospettata riformulazione.
Cesare DAMIANO, presidente, rileva che, nel caso in cui il gruppo del Movimento 5 Stelle non accogliesse la proposta di riformulazione, gli emendamenti in questione sarebbero considerati inammissibili, per la parte concernente i vitalizi in essere.
Walter RIZZETTO (FdI-AN) sottolinea che il suo precedente intervento riguardava una questione puramente procedurale, senza entrare nel merito degli emendamenti in discussione.

Tiziana CIPRINI (M5S) osserva che il Movimento 5 Stelle prende atto che i vitalizi dei politici sono intoccabili e, per questo, non possono essere utilizzati a copertura di maggiori spese.
Roberto SIMONETTI (LNA), associandosi a quanto affermato dal deputato Rizzetto, ribadisce che oggetto del dibattito non è il merito degli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle. Non è condivisibile, quindi, la strumentalizzazione tentata dai colleghi di tale gruppo riguardante la presunta impossibilità di toccare i vitalizi dei parlamentari. È in discussione, piuttosto, la possibilità o meno delle Commissioni di decidere in ordine all’ammissibilità di una copertura finanziaria realizzata a valere sui vitalizi in essere derivanti da cariche elettive. A tale proposito, ribadisce che, a suo avviso, tale potere non può essere attribuito ad organi della Camera, che non hanno competenze legislative.
Titti DI SALVO (PD) rileva che quella in discussione è una proposta di riformulazione di alcuni emendamenti, limitatamente alle parti riguardanti i vitalizi in essere, avanzata al gruppo del Movimento 5 Stelle dalla presidenza delle Commissioni riunite.
Cesare DAMIANO, presidente, evidenzia che la proposta di riformulazione è motivata dalla volontà della presidenza delle Commissioni XI e XII di considerare ammissibili gli emendamenti in oggetto. Ribadisce che, nel caso in cui tale proposta non fosse accettata, tali emendamenti dovrebbero essere valutati inammissibili, limitatamente alle parti riguardanti i vitalizi in essere, alla luce delle regole tecniche che governano la verifica dell’ammissibilità.
Mario MARAZZITI, presidente della XII Commissione, precisa che la presidenza delle Commissioni ha subordinato l’ammissibilità di parti di alcuni emendamenti, riferite alla riduzione del vitalizi dei parlamentari, alla condizione per cui questi ultimi siano riformulati secondo quanto indicato dal presidente Damiano, senza offrire ai singoli presentatori, come paventato dal collega Rizzetto, la possibilità di effettuare delle correzioni a loro discrezione.
Walter RIZZETTO (FdI-AN), richiamandosi al Regolamento della Camera e alla prassi, dichiara di non condividere quanto testé affermato dal presidente Marazziti.
Mario MARAZZITI, presidente della XII Commissione, ribadisce quanto già precisato circa l’ammissibilità condizionata ad una diversa formulazione di alcuni emendamenti.
Donata LENZI (PD) sottolinea che quella proposta dai presidenti è da considerarsi una mera correzione tecnica.
Tiziana CIPRINI (M5S), a nome del suo gruppo, dichiara di ritenere accettabile la riformulazione degli emendamenti proposta dai presidenti.
Sergio PIZZOLANTE (AP), contestando il metodo seguito dalla presidenza delle Commissioni, rileva che, a suo avviso, non esistono precedenti di giudizi di ammissibilità di emendamenti condizionati alla previsione di un contenuto specifico, dato in questo caso dal rinvio all’autonomia delle Camere.
Vega COLONNESE (M5S) precisa che nel corso del suo precedente intervento ha chiaramente affermato l’esigenza, da parte del suo gruppo, di valutare la riformulazione proposta per la parte, contenuta in alcuni emendamenti, relativa alla riduzione dei vitalizi dei parlamentari, senza indicare alcuna decisione definitiva. Evidenzia, quindi, che la decisione assunta dal suo gruppo è quella illustrata dalla collega Ciprini.
Renata POLVERINI (FI-PdL), ritiene che, a questo punto, si potrebbe proporre di estendere la riduzione con finalità di copertura a tutte le tipologie di vitalizio derivante da cariche elettive.
Donata LENZI (PD) ricorda che la XII Commissione ha necessità di riunirsi per un tempo congruo per esaminare gli emendamenti relativi ad un provvedimento calendarizzato in Assemblea nella settimana successiva.

Sergio PIZZOLANTE (AP) ribadisce la necessità che le regole siano rispettate.
Cesare DAMIANO, presidente, prende atto che, alla luce di quanto affermato dalla deputata Ciprini, la riformulazione, nel senso da lui stesso indicato all’inizio della seduta, degli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle che, nella parte relativa alla copertura finanziaria, prevedono direttamente la riduzione dei vitalizi parlamentari, sarà accolta.
Sergio PIZZOLANTE (AP) sottolinea che, a suo avviso, è in atto un rovesciamento della procedura, in quanto i presidenti delle Commissioni riformulano un emendamento dopo avere chiesto il consenso dei presentatori.
Cesare DAMIANO, presidente, dopo aver ribadito che è prassi ricorrente quella per cui alcuni emendamenti sono considerati ammissibili solo ove riformulati nel senso indicato dalla presidenza della Commissione e presuppongono, pertanto, l’accettazione dei proponenti, rinvia il seguito dell’esame del provvedimento ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.30.

AVVERTENZA

Il seguente punto all’ordine del giorno non è stato trattato:

ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2013/35/UE sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) e che abroga la direttiva 2004/40/CE. 
Atto n. 298.

AUDIZIONI INFORMALI


Martedì 7 giugno 2016.

Audizioni nell’ambito della discussione congiunta delle risoluzioni 7-00449 Cominardi e 7-00808 Tinagli concernenti iniziative in materia di occupazione in relazione agli sviluppi dell’innovazione tecnologica.
Rappresentanti dell’Agenzia per l’Italia digitale.

L’audizione informale è stata svolta dalle 11.45 alle 12.15.

Rappresentanti dell’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL).

L’audizione informale è stata svolta dalle 12.15 alle 12.50.

SEDE CONSULTIVA

Martedì 7 giugno 2016. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO.

La seduta comincia alle 12.50.

Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2015-2016. 
C. 3821 Governo, approvato dal Senato. 

(Relazione alla XIV Commissione). 
(Seguito dell’esame e conclusione – Relazione favorevole con osservazioni).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 25 maggio 2016.

Cesare DAMIANO, presidente, ricorda preliminarmente che nella seduta del 25 maggio la relatrice, on. Albanella, ha svolto il suo intervento introduttivo e si è concluso l’esame preliminare del provvedimento. 
Avverte, inoltre, che, non essendo state presentate proposte emendative, nella seduta odierna la Commissione procederà alla votazione della relazione da trasmettere alla XIV Commissione.

Luisella ALBANELLA (PD), relatrice, richiede una breve sospensione della seduta, al fine di introdurre alcune integrazioni alla sua proposta di relazione, al fine di raccogliere sollecitazioni rivolte informalmente da alcuni colleghi.

Cesare DAMIANO, presidente, preso atto della richiesta della relatrice, sospende brevemente la seduta.

La seduta, sospesa alle 12.55, riprende alle 13.05.

Cesare DAMIANO, presidente, dà la parola alla relatrice, perché illustri la sua proposta di relazione.

Luisella ALBANELLA (PD), relatrice, illustra la sua proposta di relazione (vedi allegato), soffermandosi, in particolare, sulle osservazioni, che segnalano, in primo luogo, l’esigenza di assicurare la sicurezza ferroviaria anche mediante una valutazione in ordine all’esigenza di riconsiderare i requisiti di accesso al pensionamento dei macchinisti alla luce delle caratteristiche particolarmente usuranti delle mansioni da loro svolte, nonché la necessità di prestare costante attenzione ai profili connessi alla tutela dei lavoratori nei cambi di appalto, al fine di evitare che essi si traducano, come troppo spesso accade, in un peggioramento delle condizioni di quanti sono impegnati nei lavori e nei servizi oggetto dell’appalto.

La Commissione approva la proposta di relazione della relatrice. Delibera, altresì, di nominare, ai sensi dell’articolo 126-ter, comma 2, del Regolamento, la deputata Luisella Albanella quale relatrice presso la XIV Commissione.

La seduta termina alle 13.10.

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