La Cgil, nell’ambito della vertenza nazionale Laboratorio SUD idee per il Paese¸ dedicata alle università del Mezzogiorno italiano, chiede al governo di “intervenire subito, a partire dalla legge di stabilità, sul diritto allo studio” e promuove un’iniziativa interamente dedicata all’istituto universitario nel Sud Italia.
“È intollerabile la spaccatura esistente tra Nord e Sud del Paese sul fronte dell’università: sul Mezzogiorno pesano in modo ancor più preoccupante che sul resto della penisola la carenza di risorse, che porta il 40% degli studenti idonei a non ottenere una borsa di studio, il calo delle immatricolazioni, e la riduzioni di finanziamenti per il sistema universitario”. Questa la denuncia del segretario confederale della Cgil, Gianna Fracassi, commentando i dati del Rapporto 2015 della Fondazione Res Nuovi divari. Un’indagine sulle Università del Nord e del Sud
“L’Università – continua la dirigente sindacale – è senza dubbio uno dei punti deboli del sistema formativo del Mezzogiorno e questo deficit non può che alimentare un drammatico circolo vizioso ripercuotendosi anche sull’occupazione e sull’economia del territorio”. “Per questo – aggiunge Fracassi – chiediamo risorse aggiuntive per il diritto allo studio, una legge quadro nazionale, e il rafforzamento delle università meridionali a partire da un piano straordinario per il reclutamento di docenti e giovani ricercatori”.
Per approfondire queste tematiche, si svolgerà, mercoledì 16, presso il centro congressi Cavour, l’iniziativa Università: ripartiamo dal Mezzogiorno, promossa dalla Cgil nazionale.
























