La Rete studenti medi e la Flc Cgil hanno scioperato giovedì 7 maggio, con iniziative in 50 città, contro la riforma degli istituti tecnici proposta dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Studenti, docenti e personale ATA hanno protestato insieme in tutto il Paese sotto gli uffici scolastici regionali per opporsi a quella che definiscono una “aziendalizzazione” della scuola e al taglio della didattica.
Per i manifestanti la riforma propone più centralità per le materie di indirizzo, tagliando però di netto su tutte le altre materie. Questo non permette, a loro parere, una formazione completa, ma rischia solo di mandare studenti non formati a lavorare.
“Lo sciopero di oggi ha fatto registrare un’adesione significativa e una partecipazione straordinaria di lavoratrici e lavoratori nelle piazze di tutto il Paese, confermando la netta contrarietà del personale a una riforma degli istituti tecnici imposta senza un reale confronto con il mondo della scuola”. Lo afferma, in una nota, la segretaria generale della Flc, Gianna Fracassi. “Per quanto ci riguarda, – sottolinea la dirigente sindacale – la mobilitazione non si ferma qui. Il personale della scuola chiede il ritiro della riforma e non si accontenterà di interventi parziali o di operazioni di facciata”.
Nelle prossime settimane sono previste ulteriori iniziative, a partire dal blocco delle attività aggiuntive, fino ad arrivare alla sospensione delle adozioni dei libri di testo e al blocco degli scrutini. “Continueremo a sostenere, con determinazione, le ragioni della scuola pubblica, della dignità del lavoro e della partecipazione democratica alle scelte che riguardano il sistema di istruzione”, conclude Fracassi.




























