Dopo la proposta di referendum contro le trivellazioni del mare Adriatico che ha coinvolto anche i governatori di dieci regioni, il governo ha presentato una serie di emendamenti alla legge di stabilità per evitare il proseguimento dell’iniziativa popolare. Se, assumendo in toto i sei quesiti, il procedimento venisse approvato definitivamente, porterebbe al blocco dei procedimenti autorizzativi in corso entro le 12 miglia dalla costa.
“La Fiom considera positivamente questo atto del governo – si legge in una nota – la risposta più appropriata alle giuste rivendicazioni dei tanti comitati, associazioni e gruppi che si sono ritrovati nel comitato nazionale “No Triv”. La Fiom, che è parte di questo comitato – continua la nota – continuerà ad impegnarsi affinché sia certo il blocco autorizzativo per “Ombrina 2” e affinché il governo, anche nell’ottica di quanto deciso alla conferenza sul clima di Parigi, si impegni per una transizione energetica fondata sullo sviluppo ulteriore dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e che configura un modello industriale diverso e nuovo da quello che, fino ad oggi, ha prodotto distorsioni all’ambiente.”
























