Oggi negli Stati Uniti, i lavoratori dei fast food stanno scioperando in 270 città per chiedere l’aumento a 15 dollari l’ora del salario minimo. La campagna Fight for 15, iniziata tre anni fa, coinvolge decine di miglia di persone in tutto il paese. Sono 64 milioni i lavoratori che negli Stati Uniti guadagnano meno di 15 dollari all’ora e fino ad ora solo la città di Seattle ha deciso di cedere alle richieste. L’obiettivo dello sciopero di oggi è quello di spingere la popolazione a votare, alle prossime elezioni, per candidati locali, statali e nazionali che sostengono l’aumento a 15 dollari del salario minimo.
I candidati democratici alla Casa Bianca sostengono l’aumento a 12-15 dollari del salario minimo, mentre la maggior parte di quelli repubblicani è contraria ad alzare il salario minimo federale, attualmente fissato a 7,25 dollari all’ora, perché danneggerebbe l’occupazione. L’attuale presidente Obama ha chiesto al Congresso di alzare il salario a 10,10 dollari all’ora, ma fino attualmente la richiesta è stata respinta.
Oggi anche Ilary Clinton si è espressa a favore dello sciopero in un tweet “Lavoratori dei fast-food, home care e child care: le vostre pressioni stanno cambiando in meglio il nostro paese”




























