I lavoratori statunitensi dei fast food stanno preparando il più grande sciopero nazionale, nel loro settore, per la prossima settimana. L’obiettivo è quello di portare la battaglia per l’aumento a 15 dollari all’ora del salario minimo nella campagna elettorale presidenziale.
Il movimento ‘Fight for $15’ sta organizzando uno sciopero per martedì, che dovrebbe riguardare i fast food di 270 città, un numero mai raggiunto da quando la protesta è iniziata, tre anni fa.
I lavoratori dei fast food in sciopero e altri lavoratori a basso salario si ritroveranno davanti ai municipi per dare inizio a una campagna per spingere a votare, alle prossime elezioni, per candidati locali, statali e nazionali che sostengono l’aumento a 15 dollari. I candidati democratici alla Casa Bianca sostengono l’aumento a 12-15 dollari del salario minimo, mentre la maggior parte dei repubblicani è contraria ad alzare il salario minimo federale, attualmente fissato a 7,25 dollari all’ora, perché danneggerebbe l’occupazione.
Nel corso dell’anno che divide gli Stati Uniti dal voto, il gruppo spera di mobilitare il maggior numero di persone tra i 64 milioni di lavoratori che guadagnano meno di 15 dollari all’ora.
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha più volte chiesto al Congresso, inutilmente, di alzare il salario minimo a 10-12 dollari. In molti Stati e città, però, il salario minimo è più alto di quello federale e anche di quello chiesto da Obama: Seattle, per esempio, è stata la prima metropoli a decidere di aumentarlo a 15 dollari all’ora.




























