“Per quanto riguarda l’Italia, lo scenario presenta luci e ombre. Segnali rassicuranti sono giunti pochi giorni fa in merito ai piani di investimento per i marchi italiani che fanno parte del gruppo tedesco: Ducati, Lamborghini e Italdesign non verranno toccati dai tagli. Al contrario, nutriamo forti preoccupazioni per i possibili effetti dello scandalo sul nostro indotto”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi nel corso di un’audizione alle commissioni congiunte di Attività produttive e Ambiente della Camera.
“Le imprese italiane della componentistica auto – ha aggiunto – hanno da tempo indirizzato una quota crescente delle proprie produzioni verso le commesse tedesche, tant’è che la Germania è il nostro primo partner commerciale, pesando per il 25% sulle vendite italiane all’estero. I dati dell’Osservatorio della Filiera Autoveicolare mostrano come meta’ del fatturato complessivo annuo della componentistica auto sia costituito dall’export (20 miliardi di euro su 40 miliardi complessivi). Di questi, ben 4 miliardi derivano dall’export verso la Germania, dei quali 1,5 miliardi sono frutto delle commesse per il gruppo Volkswagen. È evidente, quindi, che sebbene sia ancora presto per quantificare i danni per il nostro Paese, come il futuro del nostro indotto sia strettamente legato a quello della casa madre”.