Le imprese cooperative Agci, Confcooperative e Legacoop hanno siglato una intesa con le organizzazioni confederali Cgil, Cisl, Uil per l’applicazione del testo unico sulla rappresentanza sindacale.
“La sigla del dell’accordo è un punto di partenza su un percorso condiviso. É un importante aggiornamento dell’accordo interconfederale” ha precisato Rosario Altieri, presidente dell’Agci.
Una “tappa importante” per Altieri, arrivata in un momento importante per la rappresentanza. Del perché la sigla è arrivata proprio adesso rispetto all’entrata in scena del testo unico, lo spiega in maniera indiretta sempre Altieri: la sigla serve a “evitare un provvedimento di legge che non tenga conto delle parti sociali”. Insomma, lo spettro del governo nel panorama contrattuale ha spaventato le cooperative, che sono così corse ai ripari. Le cooperative vogliono quindi nella contrattazione la partecipazione dei sindacati, per “tenere uniti – spiega il presidente dell’Agci – gli elementi di rappresentatività e collettività”, proprie dei sindacati e delle cooperative.
Inoltre, i sindacati hanno anche firmato per la legge di iniziativa popolare contro le false cooperative promossa da Agci, Confcooperative e Legacoop. La campagna di raccolta firme è partita da due mesi e ha già raggiunto 40.000 firme.
Entrando nel merito dell’accordo, il documento contiene norme per la misurazione, la certificazione e la regolamentazione della rappresentanza nelle aziende. Al negoziato per il contratto nazionale di lavoro potranno così partecipare le organizzazioni sindacali che abbiano ottenuto una rappresentatività non inferiore al 5%. In assenza di piattaforme unitarie il negoziato si avvierà sulla base della piattaforma presentata dalle sigle sindacali che vantano una rappresentatività complessiva pari almeno al 50% più uno. I contratti collettivi sottoscritti da organizzazioni sindacali con questa percentuale di rappresentatività, dopo una consultazione certificata dei lavoratori a maggioranza semplice, saranno efficaci ed esigibili per tutti i lavoratori e le organizzazioni.
Inoltre, l’intesa stabilisce alcuni principi per la contrattazione di secondo livello, sia aziendale sia territoriale, definendo le modalità in base a cui potrà derogare o modificare norme del contratto. Nella fase transitoria questo potrà avvenire, infatti, sia per aderire alle esigenze di specifici contesti produttivi sia per gestire crisi aziendali o investimenti, limitatamente però alle parti dei contratti che disciplinano aspetti organizzativi (prestazioni lavorative, orari, organizzazione del lavoro) e a condizione che gli accordi siano sottoscritti con le rappresentanze sindacali presenti in azienda e d’intesa con le organizzazioni sindacali territoriali.
Soddisfatta la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, che vede nella firma del testo unico una “scelta importante, che ribadisce la centralità della rappresentanza, per creare una comune strategia di relazioni”.
Insomma, le regole della relazioni industriali “siano fatte dalle parti sociali” precisa il segretario della Cisl Annamaria Furlan . Un “cammino insieme”, per aggiornare gli accordi interconfederali. Una firma, però, arrivata in ritardo, secondo la Furlan: “mi sarebbe piaciuto iniziare insieme, ma recupereremo terreno: che sia un primo passo per rafforzare delle proposte condivise”.
Infine, per il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo, sindacati e cooperative devono “smentire il Fondo monetario internazionale, ma per farlo dobbiamo agire di concerto. Voi avete proposto una iniziativa di legge popolare sulle false cooperative, – spiega il leader della Uil rivolgendosi alle imprese cooperative presenti al tavolo – ma è necessario fare battaglie come quelle contro l’evasione fiscale, che ruba al fisco italiano 120 miliardi di euro l’anno, i 60 miliardi di corruzione, i 2.700.000 lavoratori in nero. Questa situazione di illegalità distorce il mercato del lavoro e danneggia le imprese e le cooperative che lavorano onestamente. Metteremo a nudo la politica – conclude Barbagallo – che è stata anche complice di tutto questo”.
Emanuele Ghiani






























