“Seicento delegati presenti.” L’annuncio lo fa, dal palco, Gianfranco Gasbarro, responsabile organizzativo della Fim-Cisl. Ma, al di là delle cifre ufficiali, quel che conta è il colpo d’occhio. La platea e la galleria del teatro Italia sono piene e c’è anche gente in piedi. Soprattutto, come capita nelle assemblee di metalmeccanici, sono piene di gente che segue con attenzione gli oratori, pronta a sottolineare col proprio assenso i passaggi più significativi dei diversi interventi.
Siamo a Roma, in via Bari, nell’edificio che ospitava, un tempo, il dopolavoro dei ferrovieri. L’occasione è l’assemblea nazionale dei delegati convocata da Fim-Cisl e Uilm-Uil. Titolo dell’iniziativa, una delle tante che punteggiano questa intensa settimana sindacale: “Rinnovare il contratto per tutelare i lavoratori e rilanciare l’industria metalmeccanica”. E lo scopo dell’assemblea è infatti quello di lanciare – sindacalmente, politicamente e mediaticamente – una piattaforma rivendicativa che è stata già approvata, il 16 luglio, dagli organismi dirigenti dei due sindacati riuniti assieme nella Capitale, ma che viene oggi varata tra gli applausi dei convenuti.
I contenuti della piattaforma sono quelli resi già noti la settimana scorsa. Salario: 105 euro lordi medi mensili nel triennio. Una profonda rivisitazione dell’inquadramento professionale. E poi formazione professionale come diritto soggettivo dei lavoratori, welfare integrativo e diritti di partecipazione. Contenuti che, dati i tempi, costituiscono, come ribadisce il leader della Uilm Rocco Palombella, una piattaforma “ambiziosa”.
Ma oggi è il giorno del posizionamento di questa piattaforma nell’attuale panorama sindacale, e quindi anche quello delle polemiche. Per Marco Bentivogli, il giovane segretario generale della Fim, quello che oggi inizia il suo percorso sarà “il contratto più difficile della storia della categoria dei metalmeccanici”.
E ciò perché, sempre secondo Bentivogli, la controparte, e cioè Federmeccanica, si presenta all’appuntamento della scadenza del vigente contratto (1° gennaio 2013 – 31 dicembre 2015) “divisa come lo è Confindustria”. Da una parte stanno quelli che “vogliono cancellare il contratto nazionale”; dall’altra, quelli che, tenetevi forte, sono disposti a offrire un aumento retributivo mensile, lordo, medio, a regime pari a euro 2,67. Secondo le cifre di Federmeccanica, argomenta Bentivogli, la crescita prevedibile dell’inflazione nel triennio 2016-2018 in base all’indice Ipca (Indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Unione europea) dovrebbe ammontare a un 3,9%. Ma, dato che nel triennio in corso gli aumenti derivanti dal contratto rinnovato nel dicembre 2012 stanno sopravanzando l’inflazione reale di un bel 3,7%, se ne ricava che l’aumento medio dei salari nominali nel prossimo triennio dovrà essere pari a un misero 0,2%.
“Alla Federmeccanica – rincara la dose Palombella – diciamo che non deve sottovalutare la nostra determinazione. Quando un contratto importante come il nostro viene rinnovato, si produce un effetto di fiducia nel futuro per i metalmeccanici, per le imprese e anche per gli altri lavoratori. Se ci troveremo nella necessità di proclamare uno sciopero, lo faremo per farlo riuscire.”
La polemica di Fim e Uilm non è rivolta solo verso Federmeccanica, ma anche verso i “cugini” della Fiom-Cgil. “Sette mesi di discussioni con Landini – dice Bentivogli – ci hanno dimostrato che lui vuole rientrare non accettando, ma smontando gli accordi fatti da Fim e Uilm.” Secondo Palombella, i sette mesi di confronto con la Fiom di cui ha parlato Bentivogli sono stati, in pratica, come il confronto “con un partito politico che ci ha detto di no”. Ne segue che “quella che stiamo qui presentando non è una piattaforma separata. E’ la piattaforma unitaria di Fim e Uilm”.
Ma non basta. E infatti, la vera sfida alla Fiom arriva alla fine dell’intervento di Palombella. “Così come noi ci siamo assunti le nostre responsabilità presentando questa piattaforma – scandisce il leader della Uilm – tutti i lavoratori metalmeccanici dovranno assumersi le proprie. Non è accettabile che qualcuno dica ‘Non sono d’accordo con il rinnovo contrattuale firmato da Fim e Uilm’, e poi ne goda i benefici, a partire dagli aumenti retribuitivi, così come è accaduto con i rinnovi del 2009 e del 2012. Il nuovo contratto o c’è per tutti, o non c’è per nessuno. Una volta raggiunto l’accordo con Federmeccanica, se riusciremo a raggiungerlo, dobbiamo andare dai lavoratori e sottoporlo a referendum.”
Ad assemblea conclusa, l’ultima parola va a Bentivogli il quale precisa al Diario del lavoro che la proposta di riforma del sistema contrattuale avanzata ieri, martedì 21, dalla Cisl è “perfettamente compatibile”, sia come tempistica che come contenuti, con questa piattaforma dei metalmeccanici. E se lo dice lui c’è da credergli.
@Fernando_Liuzzi






























