Frenata meno acuta del previsto ad aprile dalle imprese di Eurolandia, con la produzione che ha segnato solo una limatura, secondo i dati definitivi dell’indice dei responsabili degli approvvigionamenti. Le rilevazioni preliminari avevano invece indicato un indebolimento più netto.
Il quadro è stato completato dalla società di ricerche Markit con i dati relativi alle aziende del terziario. E in Italia la produzione nei servizi si è rafforzata ai massimi da 10 mesi, mentre secondo l’indagine l’occupazione è aumentata al tasso più rapido da fine 2007.
Ad aprile il Purchasing managers’ index (Pmi) complessivo delle imprese di manifatturiero e terziario di tutta l’eurozona si è attestato a 53,9 punti, dai 54 punti di marzo, mentre la stima iniziale aveva indicato un calo a 53,5.
In Italia il relativo indice Pmi sul terziario è salito a 53,1 punti ad aprile, da 51,6 di marzo, segnando la seconda lettura più alta in più di quattro anni, superata soltanto da quella dello scorso giugno 2014. Inoltre, per il secondo mese consecutivo le aziende terziarie hanno indicato un incremento di nuove commesse, con i nuovi ordini al record su dieci mesi.
Nel frattempo l’occupazione è cresciuta al ritmo più sostenuto da novembre 2007. L’aumento degli organici è stato il terzo nell’arco di questi mesi, afferma Markit con un comunicato, il migliore in quasi sette anni e mezzo.
“La crescita dell’economia del settore privato italiano ha realmente ingranato la marcia”, ha commentato l’economista di Markit Phil Smith. “E’ incoraggiante sapere che dietro tutto questo c’è il forte incremento di nuovi ordini”, che aumenta le probabilità che la ripresa mantenga lo slancio. Mentre i dati sul lavoro fanno presagire cali della disoccupazione.

























