Non sono mai stati facili i rapporti tra la Cgil e la Fiom, la categoria dei metalmeccanici. Le turbolenze di questi mesi hanno però un’origine abbastanza circoscritta che data alla metà degli anni novanta. Dopo l’accordo del 1993, che aveva gettato le basi della nuova contrattazione e della nuova rappresentanza, la vita nel sindacato correva abbastanza piana. Non c’erano conflitti, i contratti, anche quello dei metalmeccanici, venivano rinnovati senza un’ora di sciopero. Vigeva la concertazione e il sindacato era molto attento a non turbare gli equilibri.
Questo fino all’autunno del 1995. In quel periodo la Fiom convocò un’assemblea dei quadri a Maratea. Ricordo con grande precisione quell’assemblea, perché fu allora che il segretario generale, Claudio Sabattini, ruppe quell’equilibrio e quella pace. Disse che ormai era tornato il momento del conflitto, e che da quel momento in avanti non ci si doveva più aspettare l’accettazione supina da parte della Fiom delle direttive che venivano dalla confederazione.
Fu un colpo per tutti. Da quel momento le cose cambiarono dentro la Fiom, si creò una spaccatura, perché non tutti erano d’accordo con questa svolta. La divisione era forte soprattutto nella stessa segreteria della Fiom, perché Cesare Damiano, allora segretario generale aggiunto, e tre segretari nazionali, Susanna Camusso, Gaetano Sateriale e Giampiero Castano, dissentivano da Claudio Sabattini, che con lui aveva solo il quinto segretario nazionale, Ciccio Ferrara.
Questa divisione venne fuori platealmente qualche mese dopo, alla vigilia dei congressi della Fiom e poi della Cgil, quando Gaetano Sateriale scrisse una lettera ai membri della segreteria Fiom, del comitato centrale Fiom e della segreteria confederale Cgil per manifestare il suo dissenso nei confronti delle decisioni prese da Sabattini, prese tra l’altro senza il consenso della segreteria, che peraltro gliela avrebbe negata, essendo in maggioranza contraria alla svolta che Sabattini stava per imprimere alla strategia della Fiom.
Su questi fatti è centrato un articolo che scrissi per Lavoro Informazione, il quindicinale che dirigevo e sulle cui ceneri nacque qualche anno dopo Il diario del lavoro. Abbiamo voluto riportare in documentazione il testo di questo articolo perché descrive il clima particolare in cui nacque quella politica che da allora la Fiom porta avanti e, come era stato facile premonire allora, ha allontanato sempre più la Fiom dalla Cgil. Una testimonianza che affidiamo ai nostri lettori perché sia più chiaro cosa oggi sta avvenendo all’interno della Cgil e del sindacato.
Massimo Mascini





























