Ridurre la disoccupazione giovanile di otto punti percentuali portandola al 30% dai livelli record attuali. E’ l’obiettivo del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che per mercoledì ha convocato le parti sociali. “È un incontro per ascoltare e per ragionare insieme. Non una trattativa”, spiega Giovannini, come riporta oggi La Repubblica.
Tra le priorità del ministro, subito il decreto legge per rivedere la riforma Fornero dell’estate scorsa, restituendo flessibilità ai contratti a termine. E poi la vera fase due per provare a risollevare l’occupazione giovanile puntando prima di tutto sulla staffetta generazionale, il meccanismo che agevola l’uscita dal lavoro degli anziani in cambio dell’ingresso dei giovani e che potrebbe riguardare anche i dipendenti pubblici.
Per staffetta generazionale, contratti e pensioni flessibili in campo potrebbero esserci tra i 10 e i 12 miliardi di euro.
Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, saranno ridotti gli intervalli obbligatori tra un contratto a termine e l’altro che la Fornero aveva portato a 60 giorni per quelli fino a sei mesi, e 90 giorni per quelli più lunghi. Difficile che si torni alla situazione di prima: rispettivamente 10 e 20 giorni. Il punto di caduta finale potrebbe essere leggermente più alto (20 e 30) ma molto dipenderà proprio dal confronto con le parti sociali.
























