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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

13 Giugno 2012
in Senato

328ª Seduta

Presidenza del Presidente

GIULIANO 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Maria Cecilia Guerra.

Intervengono, ai sensi dell’articolo 48 del Regolamento, in rappresentanza della CGIL, il dottor Vincenzo Colla, segretario generale CGIL Emilia Romagna, e il dottor Enrico Panini, segretario confederale, in rappresentanza della CISL, il dottor Giorgio Graziani, segreterio generale CISL Emilia Romagna, in rappresentanza della UIL, il dottor Gianfranco Martelli, segretario generale UIL Emilia Romagna, e in rappresentanza della UGL, la dottoressa Tullia Bevilacqua, segreteria confederale e segretario Unione regionale Emilia Romagna.                                                      

La seduta inizia alle ore 15,35.

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI  

Il presidente GIULIANO comunica che, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sono state chieste l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso e la trasmissione radiofonica e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso.  

Poiché non vi sono osservazioni, tali forme di pubblicità sono dunque adottate per il prosieguo dei lavori.

Il PRESIDENTE avverte altresì che la pubblicità della seduta sarà assicurata attraverso la resocontazione stenografica.

La Commissione prendono atto.

PROCEDURE INFORMATIVE 

Indagine conoscitiva sugli effetti immediati e di prospettiva sull’occupazione conseguenti agli eventi sismici in Emilia Romagna: audizione di rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e UGL dell’Emilia Romagna.   

Il PRESIDENTE introduce brevemente il tema dell’indagine, esprimendo la solidarietà sua personale e dell’intera Commissione nei confronti delle popolazioni emiliane, così duramente colpite.

A nome della CGIL ha la parola per primo il dottor COLLA, che ringrazia la Commissione per l’opportunità offerta di rappresentare in sede parlamentare la grave situazione determinata dagli eventi sismici, che costituiscono un’esperienza inedita per l’area, finora ritenuta al riparo da eventi del genere. Secondo stime attendibili, sono attualmente ventimila i lavoratori in sospensione dal lavoro. Si sofferma quindi sul protocollo d’intesa del 25 maggio scorso, riguardante l’accesso agli ammortizzatori sociali ordinari e in deroga da parte delle imprese ubicate nei territori interessati dagli eventi sismici, ed esprime una valutazione positiva sui contenuti del decreto-legge n. 74, che consente di inaugurare una fase operativa finalizzata alla ripresa produttiva in sicurezza. L’area colpita rappresenta un settore strategico per il Paese, in quanto sede di impianti di eccellenza nel comparto della ceramica, della componentistica, della produzione di apparecchiature sanitarie, nonché della filiera alimentare e, più in generale, di quella agricola. In questo senso, risulta di particolare importanza il ruolo rivestito dai sindaci e dal Presidente della Regione. I rappresentanti dei lavoratori ritengono importante l’adozione di un decreto in tema di accesso agli ammortizzatori sociali che ne definisca adeguatamente le possibilità di utilizzo. Reputano altresì fondamentale l’esercizio di un attento monitoraggio, al fine di garantire che l’utilizzo degli stanziamenti avvenga con piena garanzia della legalità. Particolare attenzione andrà riservata al rischio di delocalizzazione degli impianti, al fine di evitare la fuga senza ritorno da parte di aziende multinazionali, e all’edilizia scolastica e sanitaria, concentrandosi sulla ricostruzione dei municipi distrutti o comunque inagibili, in considerazione della loro particolare simbologia di presidio dell’identità territoriale. Un delicato problema riguarda infine i quasi centomila anziani coinvolti, che andranno ricoverati in strutture alberghiere o in immobili non locati, evitando per quanto possibile i disagi tipici dei campi tendati.

Il dottor GRAZIANI, intervenendo in rappresentanza della UIL, sottolinea che la gravità del sisma è accentuata dal verificarsi dell’evento in un periodo di forte crisi economica. L’approccio della Regione è stato encomiabile per capacità di reazione e velocità di risposta; del pari lodevole è stato il grande sforzo profuso dall’intera struttura della protezione civile e dalle forze dell’ordine. Esprime altresì apprezzamento per la grande generosità dei sindaci, che sono stati affiancati da strutture pubbliche costrette ad operare in condizioni davvero eccezionali; sollecita pertanto un intervento normativo anche con riferimento ai lavoratori pubblici, che pure si possono trovare in una condizione di sospensione dal lavoro e per i quali non c’è allo stato alcuna copertura. Gli eventi sismici hanno colpito un polo industriale strategico per l’intero territorio nazionale, nel quale si produce quasi il due per cento del PIL; esiste ora l’esigenza di una ripresa produttiva che offra opportunità di mantenimento competitivo alle imprese, con piena garanzia per la sicurezza. In questo senso, dichiara di concordare con i contenuti del decreto-legge n. 74, per realizzare interventi immediati per il superamento dell’emergenza nelle aree coinvolte. Lamenta invece una mancanza di chiarezza riguardo alle erogazioni a favore dei lavoratori da parte dell’INPS, che non ha ancora provveduto ad emanare disposizioni interne per realizzare procedure accelerate per garantire l’erogazione dei trattamenti di sostegno al reddito. Sottolinea di non ritenere tollerabili soluzioni che giustifichino delocalizzazioni di impianti, ma unicamente trasferimenti temporanei in vista di un ritorno nel territorio originario. Segnala altresì la necessità di scongiurare infiltrazioni mafiose, evitando nelle procedure d’appalto il ricorso al criterio del massimo ribasso. Rappresenta infine che numerosi lavoratori stranieri stanno lasciando l’area ed auspica il mantenimento del tessuto sociale complessivo, evitando di danneggiare gravemente la condizione dei soggetti più deboli, come anziani e minori.

Concorda con le considerazioni finora svolte, a nome della UIL, il dottor MARTELLI, che si sofferma in particolare sulla problematica della messa in sicurezza degli edifici scolastici e sulla necessità di garantire, a favore dei soggetti deboli, quel sistema di protezione che in molti casi è saltato, anche per effetto del rientro di lavoratori extracomunitari nei rispettivi Paesi di origine. Sottolinea la necessità di una ripartenza in tempi rapidi dell’intero sistema produttivo locale.

La dottoressa BEVILACQUA, nel ripercorrere le fasi che hanno portato alla stesura, il 25 maggio scorso, di un protocollo d’intesa per interventi straordinari per consentire l’accesso agli ammortizzatori sociali alle aziende coinvolte a vario titolo nel sisma, esprime soddisfazione per le disposizioni contenute nel citato decreto-legge n. 74. Formula inoltre particolare apprezzamento per le forze dell’ordine impegnate sul territorio per dare manforte ai terremotati. Gli eventi hanno provocato, oltre alle tragedie umane, un grave disastro occupazionale e finanziario; occorrono pertanto iniziative concrete per arginare il fenomeno delle delocalizzazioni e garantire a industrie di eccellenza, in particolare nel campo del manifatturiero e nel comparto biomedicale, di trovare appoggio in capannoni non troppo distanti da quelli originari.

Il presidente GIULIANO ringrazia gli intervenuti per le loro esposizioni, che confermano la drammaticità del quadro economico e occupazionale dell’area. Auspica una ripresa delle aziende interessate nei tempi più rapidi, concordando sulla necessità di garantire una vigilanza collettiva per salvaguardare il tessuto produttivo dal pericolo di infiltrazioni criminali, evitando così ulteriori scompensi in un territorio già messo a dura prova. Esprime nuovamente la vicinanza della Commissione e sua personale alle sofferenze delle popolazioni colpite e agli sforzi che stanno compiendo per la ricostruzione.

La senatrice GHEDINI (PD), nell’associarsi alle espressioni di cordoglio e solidarietà formulate dal Presidente, sottolinea la necessità di un chiarimento in ordine al riassetto produttivo in ambito privato e alla gestione della ripresa della macchina pubblica. Nel richiamarsi ai contenuti del citato protocollo tra le parti sociali e la Regione in ordine alle procedure riguardanti l’utilizzo degli ammortizzatori sociali nelle aree in questione, segnala che nella giornata di ieri ha presentato, unitamente ad altri senatori, l’interrogazione 3-02923, per la risposta in Commissione, indirizzata al Ministro del lavoro e finalizzata a conoscere quali interventi urgenti il Governo intenda porre in atto per attendere immediatamente alle necessità causate nei territori interessati dagli eventi sismici e quali disposizioni intenda impartire per garantire con procedure accelerate e semplificate l’attivazione degli strumenti di sostegno al reddito nei confronti dei lavoratori. Sottolinea infine l’importanza di definire procedure di mobilità o comunque di gestione allargata delle risorse umane per preservare l’efficienza della macchina pubblica, già molto sollecitata dagli eventi sismici.

In considerazione dell’imminente inizio dei lavori dell’Assemblea, il presidente GIULIANO, premesso che la documentazione consegnata sarà resa disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione, ringrazia gli intervenuti e dichiara conclusa l’audizione.

La seduta termina alle ore 16,30.

327ª Seduta

Presidenza del Presidente

GIULIANO 

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Maria Cecilia Guerra.                                                   

La seduta inizia alle ore 15,05.

PROCEDURE INFORMATIVE 

Interrogazioni   

Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA  risponde all’interrogazione 3-02677 della senatrice Poli Bortone, sull’attuazione dell’accordo siglato il 9 dicembre 2010 tra la società ILVA di Taranto e le Organizzazione sindacali. Al riguardo, premesso che da informazioni acquisite dalla Direzione territoriale del lavoro di Taranto è emerso che la società ILVA SpA già prima della sottoscrizione dell’accordo aveva utilizzato circa 650 lavoratori in somministrazione, dei quali circa 20 poi assunti a tempo indeterminato, segnala che all’inizio del 2010, per effetto della crisi, i lavoratori dell’ILVA hanno beneficiato di misure di integrazione salariale di cui non hanno potuto beneficiare i lavoratori somministrati, i quali hanno pertanto dato luogo a numerose manifestazioni. Tuttavia, dopo una serie di incontri tra azienda e organizzazioni sindacali, si è raggiunto l’accordo cui l’interrogazione si riferisce, sottoscritto da FIOM, FIM e IULM. Le linee guida di tale accordo stabilivano che sarebbero stati assunti a tempo indeterminato tutti i lavoratori somministrati che alla data dell’accordo stesso avevano maturato un’anzianità complessiva di presenza nello stabilimento di 24 mesi, nonché quanti avessero maturato tale requisito successivamente a tale data, compatibilmente con le qualifiche da assumere. Il Sottosegretario precisa che i lavoratori somministrati in possesso di tale requisito al 9 dicembre 2010 sono 93, e che di questi circa 40 sono stati assunti a tempo indeterminato, mentre quelli che hanno maturato il requisito successivamente alla data sono 80, 79 dei quali assunti a tempo indeterminato. Sono stati altresì assunti con contratto a tempo indeterminato 6 lavoratori con elevate competenze professionali, ancorché non in possesso del predetto requisito di anzianità. Altri 20 lavoratori circa, ricompresi tra quanti avevano maturato l’ anzianità antecedentemente alla stipula dell’accordo, risultano attualmente occupati presso aziende operanti all’interno dello stabilimento in virtù di un contratto di appalto.

Alla luce di quanto emerso, il Sottosegretario ritiene che la situazione possa considerarsi risolta per la maggior parte dei lavoratori somministrati dell’ILVA e che i problemi riguardino attualmente poche decine di lavoratori; a ciò va aggiunta la disponibilità aziendale a rispettare l’impegno assunto con l’accordo qualora emerga la possibilità di assumere lavoratori con qualifiche medio-basse.

La senatrice POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI) si dichiara insoddisfatta della risposta, segnalando di essere in possesso di dati del tutto diversi da quelli esposti. Gli accordi di programma, quanto meno nella regione Puglia, vengono sottoscritti con facilità, ma purtroppo mai rispettati, e in particolare dall’ILVA SpA, che si contraddistingue per condotte irrispettose e piuttosto arroganti. Le consta che, diversamente da quanto affermato dal Sottosegretario, solo 27 lavoratori siano stati stabilizzati, alcuni dei quali attraverso collocazioni in aziende appaltatrici, senza in realtà essere addetti ad occupazioni reali. Coglie l’occasione per sottolineare l’esigenza di un monitoraggio in merito all’utilizzo dei fondi stanziati a favore di talune aziende.

Il sottosegretario Maria Cecilia GUERRA risponde poi all’interrogazione 3-02629, con cui la Senatrice Sbarbati chiede di conoscere l’orientamento del Governo in merito alla eventualità di rimuovere il limite dei 24 mesi introdotto dall’articolo 6, comma 2-ter del decreto-legge cosiddetto “Milleproroghe”, come modificato dalla legge di conversione, per l’accesso alle tutele in favore dei lavoratori cosiddetti “salvaguardati” di cui all’articolo 24 del decreto “Salva Italia”

Al riguardo, ricorda che il decreto cosiddetto “Milleproroghe” ha riferito il termine in questione a quei lavoratori che abbiano risolto il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011 sulla base di accordi individuali o sulla base di accordi collettivi di incentivo all’esodo sottoscritti entro il 4 dicembre 2011, per i quali la cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e oggettivi e che siano in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, ai sensi della previgente disciplina pensionistica, avrebbero comportato la decorrenza della pensione entro i 24 mesi dalla data di approvazione del decreto-legge n. 201 del 2011, cosiddetto “Salva Italia”.

La possibilità di salvaguardare un’ulteriore categoria di lavoratori che, per effetto della riforma previdenziale, rischierebbero di trovarsi senza stipendio e senza pensione è all’attenzione del Governo. Gli obiettivi di rigore ed equità – che ispirano l’operato dell’Esecutivo anche in materia previdenziale – hanno indotto il Legislatore a salvaguardare alcune categorie di lavoratori in presenza di precisi requisiti, previsti dall’articolo 24, comma 14, del decreto-legge cosiddetto “Salva Italia”, come successivamente integrato dalla legge di conversione del decreto-legge di proroga termini. Il decreto attuativo previsto dal comma 15 dell’articolo 24 del decreto-legge Salva Italia – che individua la platea dei lavoratori cui si applicano le “salvaguardie” previste dal comma 14 del medesimo articolo 24 – è stato peraltro firmato due settimane fa dai Ministri competenti ed è attualmente alla Corte dei Conti per la registrazione. Il Governo è tuttavia consapevole che un’ulteriore e distinta platea di lavoratori, pur non direttamente interessata dalle attuali misure di salvaguardia, merita particolare attenzione, in quanto nei prossimi anni dovrà ugualmente confrontarsi con gli effetti prodotti dalla recente riforma pensionistica. In tal senso, sta valutando la possibilità di adottare, anche a seguito di consultazioni con le parti sociali, misure aggiuntive volte a garantire tutela reddituale a tali lavoratori, le cui caratteristiche andranno attentamente definite anche in relazione alla maggiore o minore estensione dell’arco temporale che separa ciascuno di essi dal raggiungimento dei nuovi requisiti pensionistici, anche al fine di garantire nel tempo l’equità e la sostenibilità della riforma pensionistica.

La senatrice SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), pur delusa dalle considerazioni esposte, si dichiara tuttavia parzialmente soddisfatta,  avendo il Sottosegretario affermato che il Governo intende dare risposta a quanti sono rimasti esclusi dalle tutele in questione. In tale quadro, chiede si prescinda dal requisito dei 24 mesi di anzianità, al fine di dare certezza a tutti: ferme restando le esigenze di bilancio, il tema attiene a diritti fondamentali delle persone, atteso che il lavoro va retribuito in modo commisurato alla sua qualità e quantità. Preannuncia quindi l’intento di monitorare il comportamento del Governo sui successivi adempimenti e sull’allargamento della platea dei beneficiari, auspicando che l’Esecutivo dia innanzitutto contezza esatta dei termini del problema, in considerazione dell’impatto sulla finanza pubblica conseguente all’allargamento della platea.

La seduta termina alle ore 15,30.

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